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La questione armena
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LA
QUESTIONE ARMENA, del Dott. A. Sarian (Torino, 1918).
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Il Popolo Armeno a Torino I GIOIELLI DELLA SIGNORA ARKANIAN (Torino, 1996) |
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Le famiglie armene storicamente residenti a Torino, abbiamo il sospetto si siano recentemente estinte completamente, pochi gli indizi lasciati nelle biblioteche cittadine nonostante sia certo che l’attività pubblicistica della piccola comunità armena sia stata piuttosto fiorente e continuativa dal primo dopo guerra agli anni cinquanta, cioè da quando approdarono negli anni ‘20 come profughi scampati ai massacri turchi. L’epilogo della storia di una di queste famiglie si è consumato ancora alla fine del 1996: a sette anni dalla morte della Signora Mannik Arkanian, ultima rappresentante di una di tali famiglie, la Fondazione “Specchio dei Tempi” sua erede per un lascito di gioielli, ha provveduto alla loro vendita all’asta per aiutare “gli anziani indigenti” della nostra città. “Nella cassetta di sicurezza, tra gli ori, c’erano 400 mila lire in banconote. Mi è tornato il ricordo di quando, ancora ragazzo, ero rimasto sconvolto da un testo sulle prime persecuzioni armene (I 40 giorni del Mussa Dagh, N.d.R.) . e d’improvviso mi sono visto davanti l’inconfondibile viatico del profugo, una specie di simbolico nido di fragilità e di speranza” - ha raccontato il Presidente della Fondazione Avv. Cuttica alla presentazione dell’asta. In quell’occasione provammo a chiedere alla Fondazione prima, e al Sindaco poco dopo, se non fosse possibile al posto dell’asta trovare a quei gioielli un’adeguata sede “per non disperdere la memoria del popolo armeno”. Ci sembrò doveroso, in quella triste occasione, provare a sensibilizzare le principali istituzioni cittadine nel senso di trovare un locale espositivo dove far confluire le ormai esigue testimonianze della presenza armena nella nostra città. Non fu possibile e il 26 ottobre 1996 si seppe che il ricavato dell’asta, la “massimizzazione” del controvalore, fu di 30 milioni: una cifra che non fa molto onore alla nostra città tanto più se paragonata con quanto stava accadendo a Vienna in un asta di “tele trafugate dai nazisti” a danno del popolo ebreo, dove molti acquirenti si dichiararono subito pronti a regalarle al Museo di Gerusalemme. Due storie certamente diverse: paragonabili solo per sottolineare il fatto che verso le minoranze religiose esistano forti carenze culturali per riconoscere pari dignità alle vittime “etniche” di massacri e persecuzioni. Cercare di colmare questa carenza di memoria storica era ed è il solo proposito per il quale si cercò di intervenire con la suddetta proposta e alla quale seguirono, poco dopo, i seguenti impegni da parte nostra (4/11/96): 1. aprire, entro gennaio 1997, un sito Internet dedicato al popolo armeno in relazione alla sua storia, alla sua cultura e alla sua arte; 2. richiedere, a partire dal mese di novembre, a tutte le istituzioni, fondazioni e centri culturali torinesi se hanno del materiale documentaristico sulla presenza degli armeni a Torino, (a partire dalle eventuali fotografie dei gioielli della signora Mannik Arkanian); materiale da pubblicare nel suddetto sito Internet; 3. promuovere, finanze personali e collaborazioni permettendo, una borsa di studio per studenti di Storia contemporanea laureandi con una tesi inerente la storia del popolo armeno e specificatamente sulla sua persecuzione nel corso del ’900. Almeno il primo obiettivo oggi è raggiunto, ma nessun segnale “d’aiuto” è fino ad oggi pervenuto dall’amministrazione comunale, che pur si sta mostrando assai sensibile alla diffusione di Internet e alla promozione dei giovani artisti torinesi. Speriamo di raggiungere anche gli altri ...al più presto.
La Redazione |
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Si ringrazia l'Avvocato Cuttica per la fotografia soprariportata. |
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Bibliografia.
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