Arte e società

 

Note sul Disegno di Satira (2)

 

di Walter Falciatore

( continua da pag. precedente )

In appendice al titolo “Daum marries her pedantic automaton George” Grosz inserisce il commento “John Heartfield is very glad of it ” che , alludendo allo stile del fotomontaggio, di cui Heartfield fu maestro (John Heartfield era lo pseudonimo di Helmut Herzfeld, che l’artista assunse in seguito alla campagna anti britannica in corso da parte del partito nazista) chiarisce ancora meglio il voluto contrasto stilistico presente nell’opera. Socialista militante, amico e collaboratore di Grosz (i due eseguirono molte opere firmate in comune) Heartfield portò la combinazione delle tecniche grafica e fotografica a un livello mai raggiunto prima (di una qualità difficilmente riscontrabile anche tra i contemporanei nonostante la modernità dei mezzi usati) poste al servizio di un programma di denuncia politica in cui l’immagine diventa scandaglio delle più inquietanti profondità. Si veda ad esempio questa sua opera e come sia funzionale l’applicazione della grafica (le tavole avvitate a formare una svastica dalla croce) in relazione alla realistica riproduzione fotografica utilizzata come base del lavoro.

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Solitamente meno noto degli autori precedenti, Josè Guadalupe Posada (1852 / 1913 ) opera in un differente contesto storico sociale, in un Messico ancora in larga misura rurale e arretrato rispetto alle dinamiche europee e tuttavia carico di fermenti sociali intensi e contradditori, in un mondo in cui paganesimo e religiosità cristiana si mescolano alle intense ansie rivoluzionarie. E’ maestro non solo del disegno satirico, ma anche delle stampe popolari, i cosiddetti corridos. Si veda questa incisione che interpreta la paura popolare delle catastrofi intitolata El Fin del Mundo, e come l’ingenuità dello stile, simile a quello delle immagini di devozione, si avvicini a una moderna scena di comic.

Fedele al suo motto: "La muerte, es democratica, ya que a fin de cuenta, guera, morena, rica o pobre, toda la gente acaba, siendo calavera". nei suoi disegni egli utilizza costantemente, seguendo le ancestrali tradizioni del folklore locale, la calavera, il teschio, le ossa e gli scheletri come segno di democratico livellamento sociale, più che memento mori di tipo medievale. Si veda ad esempio questa sua raffigurazione dell’inevitabile destino della ricca borghesia.

 

 

Oppure questa sua personale interpretazione dei disastri della guerra, trattata con lucida nettezza e immediata incisività di segno.

Ecco invece, per quanto concerne la sua attività di caricaturista politico, uno degli esempi più potenti della sua arte, la raffigurazione del dittatore, il generale controrivoluzionario Huerta, come tarantola divoratrice.

Posada era esperto di diverse tecniche di incisione, ed eccelleva in quella su matrici in legno, all’epoca non più in uso corrente in Europa, ma ancora adottata in Messico per la composizione di manifesti, locandine, e la stampa di quotidiani secondo il metodo tipografico. Si tratta di una tecnica d’arte che permette intensi risultati solo all’artista che sia in grado di creare con grande economia di mezzi. In questo Posada fu un maestro indiscusso a cui si ispirarono molti grafici anche oltreoceano. Per dirla con il poeta Octavio Paz egli era in grado di ottenere “dal minimo del segno il massimo del risultato”. Questa tecnica sarà all’origine anche del lavoro grafico di quello che è forse il più grande tra i disegnatori di satira italiani: Giuseppe Scalarini.


(continua)

 

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