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Il segno di Scalarini, mantovano, maestro del pensiero
socialista oltre che di matita, ha origine dalla stessa
tecnica incisoria dalla quale mutua l’essenzialità assoluta
e l’efficacia stilistica. Si veda ad esempio come in Dare e
Avere egli utilizzi con immediatezza il criterio della
deformazione fisica (che sarà negli stessi anni
caratteristico dei modi grafici di un altro grande:
Galantara) come descrizione della disparità ed ipocrisia
sociale del soggetto e del sistema che sottende e come lo
stesso andamento del segno, non dissimile da quello dello
stesso Posada, netto e distribuito negli scuri a linee
parallele, ricordi quello della incisione xilografica per la
stampa.

Scalarini utilizza la sua perizia grafica al punto da
ridurre alla soglia più sottile possibile il confine che
separa il concetto espresso, il suo costrutto linguistico,
dalla sua espressione visiva, adottando piuttosto che
l’artificio dell’allegoria quello ben più radicale della
metonimia, dove la parte sta a significare il tutto, e
quello più ampio della metafora, folgorante, che spesso si
trasforma in didattica di esemplare chiarezza e in una
efficacia quasi da manuale di istruzioni descrittivo della
dinamica politico sociale del fascismo, del capitalismo e
del clericalismo.
Gli esempi sono innumerevoli: si veda lo stupendo ritratto
del capitalista che pedala su di una ruota formata di
grimaldelli concatenati, in cui la metafora rivela appunto
come pura funzionalità meccanica la dinamica dello
sfruttamento e i suoi strumenti.

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Oppure come egli impieghi la tecnica della metonimia
applicata all’immagine quando descrive la natura della
censura con il ritrarla con l’assoluta concretezza di
una forbice cupamente antropomorfizzata .

Il maestro. il cui insegnamento stilistico non sarà
purtroppo granchè raccolto in seguito, lottò sino
all’ultimo contro il regime. Un altro grande, in quegli
anni, combatteva con il medesimo impegno
la stessa battaglia in punta di matita: il già citato
Galantara.
Gabriele Galantara, socialista radicale, fu il fondatore
nel 1892, insieme a Guido Podrecca, de’ L’Asino,
giornale di grande rilievo nella vita politico culturale
italiana dell’epoca e primo esempio di pubblicazione
fondata essenzialmente sulla forza espressiva
dell’immagine satirica.
Il suo stile grafico non è meno efficace di quello di
Scalarini nella capacità analitica di rappresentare i
meccanismi della oppressione sociale del capitalismo sul
popolo, l’ipocrisia e la volontà di potere delle
istituzioni ecclesiastiche e degli ingordi e lussuriosi
preti al loro servizio, critica tanto più incisiva in
quanto anch’essa militante.
Ma mentre Scalarini con la sua nuda grafia funzionale
rappresenta in qualche modo un unicum nel panorama
dell’epoca, Galantara si situa a pieno titolo
nell’ambito dello stile internazionale dell’ art nouveau,
come un altro disegnatore coevo specializzato
nell’illustrazione per ragazzi; Attilio Mussino, ecco ad
esempio una sua tavola del mitico Corriere dei Piccoli :
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Egli possiede una grande morbidezza e plasticità del
segno e grande capacità di sintesi nella
rappresentazione spaziale e nell’uso del colore, senza
che ciò vada a scapito della precisione del dettaglio,
come è ben evidente anche nelle sue tavole realizzate
per il giornale francese l’Assiette au Beurre; come
questa immagine che ritrae l’ambiente del Vaticano:

Uno stile che sarà alla radice della grafica del moderno
poster pubblicitario il cui influsso si farà sentire
ancora
per circa un cinquantennio. Non è senza significato al
riguardo che molti lettori dell’’Asino avessero preso
l’abitudine di incorniciare ed appendere al muro come
manifesti alcune copertine tra le più belle da lui
disegnate.
Altra sua specifica caratteristica è la tendenza ad
usare la deformazione, la dilatazione delle masse e
degli spazi, nella figura e nelle architetture, per
generare contrasti di immediata evidenza utili alle
ragioni epiche del suo lavoro. Si veda ad esempio Le
Reveil, pubblicato anch’esso nel 1905 sull’Assiette au
Beurre, l’immagine colossale del proletario russo che
risvegliandosi fa crollare i palazzi del potere:

O, al contrario, ecco l’espansionismo russo illustrato
nella vignetta pubblicata sulla rivista tedesca Der
Whare Jacob nel 1901 come un militare che si gonfia
anormalmente entro un locale chiuso sino quasi ad
esplodere:

Un altro suo tipico artificio, fortemente anticipatorio,
consiste nella pratica di alterare le dimensioni
prospettiche degli oggetti, in particolare quando deve
rappresentare le voraci mani dei preti, sino al punto da
suscitare un inusitato effetto in 3D, come in questa
famosa copertina dell’Asino:

Gabriele Galantara, socialista rigoroso e artista vero,
fece scuola ben oltre i confini italici e il suo Asino
non sarà forse mai più superato in futuro da una
pubblicazione a carattere grafico/satirico.
(continua) |