Arte e società

 

Note sul Disegno di Satira (3)

 

di Walter Falciatore

( continua da pag. precedente )

Il segno di Scalarini, mantovano, maestro del pensiero socialista oltre che di matita, ha origine dalla stessa tecnica incisoria dalla quale mutua l’essenzialità assoluta e l’efficacia stilistica. Si veda ad esempio come in Dare e Avere egli utilizzi con immediatezza il criterio della deformazione fisica (che sarà negli stessi anni caratteristico dei modi grafici di un altro grande: Galantara) come descrizione della disparità ed ipocrisia sociale del soggetto e del sistema che sottende e come lo stesso andamento del segno, non dissimile da quello dello stesso Posada, netto e distribuito negli scuri a linee parallele, ricordi quello della incisione xilografica per la stampa.


Scalarini utilizza la sua perizia grafica al punto da ridurre alla soglia più sottile possibile il confine che separa il concetto espresso, il suo costrutto linguistico, dalla sua espressione visiva, adottando piuttosto che l’artificio dell’allegoria quello ben più radicale della metonimia, dove la parte sta a significare il tutto, e quello più ampio della metafora, folgorante, che spesso si trasforma in didattica di esemplare chiarezza e in una efficacia quasi da manuale di istruzioni descrittivo della dinamica politico sociale del fascismo, del capitalismo e del clericalismo.
Gli esempi sono innumerevoli: si veda lo stupendo ritratto del capitalista che pedala su di una ruota formata di grimaldelli concatenati, in cui la metafora rivela appunto come pura funzionalità meccanica la dinamica dello sfruttamento e i suoi strumenti.


 


Oppure come egli impieghi la tecnica della metonimia applicata all’immagine quando descrive la natura della censura con il ritrarla con l’assoluta concretezza di una forbice cupamente antropomorfizzata .


Il maestro. il cui insegnamento stilistico non sarà purtroppo granchè raccolto in seguito, lottò sino all’ultimo contro il regime. Un altro grande, in quegli anni, combatteva con il medesimo impegno
la stessa battaglia in punta di matita: il già citato Galantara.

Gabriele Galantara, socialista radicale, fu il fondatore nel 1892, insieme a Guido Podrecca, de’ L’Asino, giornale di grande rilievo nella vita politico culturale italiana dell’epoca e primo esempio di pubblicazione fondata essenzialmente sulla forza espressiva dell’immagine satirica.
Il suo stile grafico non è meno efficace di quello di Scalarini nella capacità analitica di rappresentare i meccanismi della oppressione sociale del capitalismo sul popolo, l’ipocrisia e la volontà di potere delle istituzioni ecclesiastiche e degli ingordi e lussuriosi preti al loro servizio, critica tanto più incisiva in quanto anch’essa militante.

Ma mentre Scalarini con la sua nuda grafia funzionale rappresenta in qualche modo un unicum nel panorama dell’epoca, Galantara si situa a pieno titolo nell’ambito dello stile internazionale dell’ art nouveau, come un altro disegnatore coevo specializzato nell’illustrazione per ragazzi; Attilio Mussino, ecco ad esempio una sua tavola del mitico Corriere dei Piccoli :

 


Egli possiede una grande morbidezza e plasticità del segno e grande capacità di sintesi nella rappresentazione spaziale e nell’uso del colore, senza che ciò vada a scapito della precisione del dettaglio, come è ben evidente anche nelle sue tavole realizzate per il giornale francese l’Assiette au Beurre; come questa immagine che ritrae l’ambiente del Vaticano:


Uno stile che sarà alla radice della grafica del moderno poster pubblicitario il cui influsso si farà sentire ancora
per circa un cinquantennio. Non è senza significato al riguardo che molti lettori dell’’Asino avessero preso l’abitudine di incorniciare ed appendere al muro come manifesti alcune copertine tra le più belle da lui disegnate.
Altra sua specifica caratteristica è la tendenza ad usare la deformazione, la dilatazione delle masse e degli spazi, nella figura e nelle architetture, per generare contrasti di immediata evidenza utili alle ragioni epiche del suo lavoro. Si veda ad esempio Le Reveil, pubblicato anch’esso nel 1905 sull’Assiette au Beurre, l’immagine colossale del proletario russo che risvegliandosi fa crollare i palazzi del potere:


O, al contrario, ecco l’espansionismo russo illustrato nella vignetta pubblicata sulla rivista tedesca Der Whare Jacob nel 1901 come un militare che si gonfia anormalmente entro un locale chiuso sino quasi ad esplodere:


Un altro suo tipico artificio, fortemente anticipatorio, consiste nella pratica di alterare le dimensioni prospettiche degli oggetti, in particolare quando deve rappresentare le voraci mani dei preti, sino al punto da suscitare un inusitato effetto in 3D, come in questa famosa copertina dell’Asino:


Gabriele Galantara, socialista rigoroso e artista vero, fece scuola ben oltre i confini italici e il suo Asino non sarà forse mai più superato in futuro da una pubblicazione a carattere grafico/satirico.


(continua)

Torna al Caffè

Copyright©2000-2010  Kore Multimedia