IL FUGGIASCO
 


LA NOTTE ARTIFICIALE STAVA PER TERMINARE E L’IMPLACABILE ILLUMINAZIONE DIURNA MI AVREBBE FATTO RIPIOMBARE NELL’ANSANTE CONDIZIONE DI FUGGIASCO. LA CITTÀ’ DI NUOVA BRENDAK NON AVEVA ANFRATTI, NON OFFRIVA APPIGLI E LE VENTI INTERMINABILI ORE DI LUCE RAPPRESENTAVANO PER ME UN’AGONIA IMPAURITA.

ESSA VENIVA ATTENUATA DALLA BREVE OSCURITA’ TRASCORSA, COME UN TEMPO, PRESSO LA CLOACA A CIBARMI E A RIPOSARE INSIEME AI COMPAGNI DI SEMPRE: VAGABONDI E MISERABILI. COSTORO ERANO ANCORA TOLLERATI NELLO SPLENDORE TECNOLOGICO E NEL METALLICO PROGRESSO PROGETTATO DAL GRANDE ARTEFICE PER LO SVILUPPO DELL’UMANITA’, IO QUEL FATIDICO GIORNO NON LO FUI PIU’ E D’IMPROVVISO VENNI CATTURATO DA UNA SQUADRA DI POLIZIA DEL BENESSERE DURANTE UNA DELLE MIE SOLITARIE PASSEGGIATE.
QUESTE PASSEGGIATE NON ERANO GRAN COSA, IN GENERE MI ACCONTENTAVO DI SGUSCIARE TRA LE PERSONE; TALVOLTA MI ACCODAVO A QUALCUNO, IGNARO DELLA MIA PRESENZA ALLE SUE SPALLE, E CAMMINAVO PER UN PEZZO AL SUO SEGUITO FINGENDO CON ME STESSO DI FAR PARTE ANCH’IO DELLA SUA VITA ORGANIZZATA E PRODUTTIVA. L’ILLUSIONE ERA PERO’ BREVE, LA MIA INCONSAPEVOLE GUIDA SVOLTAVA AD UN ANGOLO ED IO LA SMARRIVO NEI RIVOLI DI GENTE CHE AFFOLLAVANO LE STRADE.

IL GIORNO IN CUI VENNI CATTURATO ERA TRASCORSO SIMILE AI PRECEDENTI NE’ ERO STATO TURBATO DA UN QUALSIVOGLIA TREMITO A PRESAGIO DELL’AVVENIMENTO, COME ALCUNI DICONO DI AVERE PRIMA DI FATTI SPIACEVOLI. MI IMBATTEI DURANTE UNO DEI MIEI GIROVAGARE PER NUOVA BRENDAK IN UNA SQUADRA DI POLIZIA DEL BENESSERE E, DIVERSAMENTE DAL SOLITO, NON FUI AMMONITO DAL LORO SGUARDO SEVERO DI ALLONTANARMI AL PIU’ PRESTO POSSIBILE, MA AL CONTRARIO COLSI NEI LORO OCCHI LA GIOIA CRUDELE DI CHI SORPRENDE UNA PREDA INASPETTATA. FUI VELOCEMENTE CIRCONDATO DA QUEL MANIPOLO ED IO NON REAGII PARALIZZATO DA UN TERRORE PANICO CHE MI ATTANAGLIAVA E MI LIMITAI AL ROTEARE SMARRITO E SGOMENTO DELLE PUPILLE ALLORCHE’ FUI IMMOBILIZZATO E TRASPORTATO ALLA SEDE CENTRALE DELLA POLIZIA.

DOVEVO AVER FATTO QUALCOSA, MA AL MIO ATTENTO ESAME INTERIORE NON MI RITENNI COLPEVOLE DI ALCUN MISFATTO ED IPOTIZZAI UN ERRORE, UN ACCIDENTE DEL DESTINO. FU INGENUO DA PARTE MIA CULLARMI IN QUESTA RIFLESSIONE DURANTE IL MIO TRASPORTO ALLA SEDE DI POLIZIA POICHEì GRAVE IN REALTA’ FU IL CAPO D’IMPUTAZIONE NEI MIEI CONFRONTI: OSTACOLO AL CORRETTO ED ORDINATO PROGRESSO DELL’UMANITA. QUALE CRIMINE PEGGIORE ERA POSSIBILE COMPIERE A NUOVA BRENDAK?

NON CONOSCEVO ALTRA VIA DI SCAMPO SE NON IL TENTARE UNA FUGA DISPERATA E FORSE INUTILE ED IN QUESTA IMPRESA FUI GUIDATO DAI MIEI ISTINTI ATAVICI NON ANCORA SOPITI ED AIUTATO DALLA TRACOTANZA DI COSTORO CHE ABITUATI AD ESTENDERE A TUTTI LA LORO DOMESTICA ARIDITA’ MENTALE RITENEVANO IMPOSSIBILE UNA QUALSIASI REAZIONE DA PARTE MIA.
IL MIO CORPO E’ ANCORA AFFATICATO, OGNI MIO NERVO TESO A CAUSA DI QUELLA CORSA INTERMINABILE NEL SUSSEGUIRSI CONTINUO DI SCALE CORRIDOI ED OSTACOLI CHE MI SI PARAVANO INNANZI COME UNA LUNGA SEQUENZA DA INCUBO.

LA LUCE STAVA AUMENTANDO DI INTENSITA’ E DOVEVO ALLONTANARMI AL PIU’ PRESTO POSSIBILE DALLA CLOACA POICHE’ SAREBBERO ARRIVATI GLI AUTOMEZZI CARICHI DI RIFIUTI CON GLI ADDETTI GOVERNATIVI ALL’IGIENE, DOVEVO NUOVAMENTE INOLTRARMI VERSO NUOVA BRENDAK CHE MI APPARIVA COME UNO STERMINATO DESERTO NONOSTANTE LO SVETTARE DI MIGLIAIA DI COSTRUZIONI. PENSAI DUNQUE DI DIRIGERMI VERSO LA ZONA DEI DORMITORI OVE RISIEDEVANO COLORO CHE ERANO APPENA ARRIVATI DA ALTRE CITTÀ’, NUOVE BRACCIA PER LO SVILUPPO DELLA CITTÀ’, E CHE SI PORTAVANO DIETRO QUALCHE RESTO DI UNA VITA DIVERSA ED UNA MENTE NON ANCORA ADDESTRATA AL PROGRESSO TUTTAVIA ANSIOSA DI ESSERLO. LA POLIZIA SI LIMITAVA A GIUNGERE ALLA ZONA DEI DORMITORI E A CARICARLI SUGLI AUTOMEZZI PER PORTARLI ALLE OFFICINE DI EDUCAZIONE. MI INCUNEAI IN UNO DEI DORMITORI E MI ADAGIAI IN ANGOLO CHE MI APPARVE SUFFICIENTEMENTE OSCURO E RIPARATO ALLA VISTA PENSANDO COMUNQUE CHE TUTTO CIO’ ERA SOLO PROCRASTINARE L’INEVITABILE, MI AVREBBERO CATTURATO PRIMA O POI. LA MIA TRISTE RIFLESSIONE FU SUBITO CONFERMATA DAL COZZARE DI INNUMEREVOLI PASSI SUL PAVIMENTO DEL DORMITORIO: INDUBBIAMENTE PER LA QUANTITA’ DI RUMORE CHE SI SENTIVA ERANO LORO E CERCAVANO SICURAMENTE ME: UN IMPUTATO DI QUALITA’. LASCIAI CHE SATURASSERO L’EDIFICIO CON LE LORO VOCI, I LORO PASSI, LE LORO ARMI ED ATTESI CHE MI SCOVASSERO PERMETTENDO CHE MI SI AVVICINASSERO COME SE FOSSI ESTRANEO ALLA LORO RICERCA. NONOSTANTE LA REMISSIONE CHE ESPRIMEVO FURONO CAUTI NEL LORO ACCERCHIAMENTO TEMENDO ORA UNA CAPACITA’ DI REAZIONE DI CUI AVEVO GIA’ DATO PROVA. ORA SI DIMOSTRAVANO RISPETTOSI E LA SUPERIORITA’ NUMERICA GLI PERMETTEVA UNA SORTA DI MAGNANIMITA’ NEI MIEI CONFRONTI, COMPRENDEVANO CHE ORA NON MI SAREI PIU’ MOSSO, QUALI EROICI COMBATTENTI ORA DI FRONTE A TAL NEMICO...

IL CAPITANO DELLA POLIZIA DEL BENESSERE SI MISE IN COMUNICAZIONE CON IL GRANDE ARTEFICE E CON VOCE GORGOGLIANTE DI SODDISFAZIONE GLI ANNUNCIO’ CHE L’OPERAZIONE ERA STATA PORTATA A TERMINE E CHE L’ULTIMO ESEMPLARE DI CANE ESISTENTE ERA STATO CATTURATO E SOPPRESSO.


g.c.g.

 


 

[E-Text inediti]

 
 
 


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