Piemonte

[E-Text inediti]

La valle degli orchi

di Claudio Bellavita

 


 

 


C'era una volta una bella regione vicino alle montagne, con molti villaggi, castelli, e fabbriche , ma anche con tanti orchi.

Per molto tempo comandò solo Re Orco, che decideva cosa dovevano fare tutti per farlo mangiare sempre meglio e sempre di più. Aveva alle sue dipendenze tanti servili aspiranti orchi, e comandava senza problemi agli altri piccoli orchi della valle, e al popolo che si faceva governare dai Verdurini. Questi non potevano mangiare carne, erano molto ossequienti e sognavano solo di essere invitati ogni tanto a casa degli aspiranti orchi e degli orchi minori. Re Orco non invitava nessuno.

Poi Re Orco cominciò a avere dei problemi, i suoi aiutanti erano tanto servili ma non troppo capaci, alcuni diventavano orchi senza il suo permesso e divoravano tutto quello che trovavano nelle cucine. E in giro per il mondo c'erano altri orchi, più potenti di lui. Re Orco si consolava con la fedeltà dei Verdurini, sempre pronti a costruire case,strade e ospedali dove voleva lui ma pagando loro, a farlo mangiare anche sulle tavole riservate a loro, a farle anzi gestire dai servi che lui cacciava via. Continuavano a essere pazienti e obbedienti anche quando Re Orco gli toglieva il lavoro e chiudeva le fabbriche,

Un triste giorno Re Orco morì lasciando la valle in un mare di guai, perchè non aveva scelto un successore e lasciava solo dei discendenti affamati. Questi, con alcuni orchini piccoli, si travestirono da verdurini, si mischiarono a loro per continuare a comandare e a ottenere da loro quello che da Re Orco non arrivava più. I Verdurini erano felici, ogni tanto mangiavano carne anche loro, gli orchini li invitavano e gli facevano tante feste, soprattutto quando regalavano grossi stipendi a qualcuno di loro che adesso si faceva chiamare società civile. I giornali insistevano che tutto questo era tanto liberal e alla moda.

Intanto era comparso un orco di campagna, molto ruspante, perché a rigor di logica avrebbe dovuto essere un verdurino, ma era nato così e assunse molto presto il nome di Orco Grinza. Aveva inventato un sistema molto originale per mangiar carne a spese dei verdurini, che erano così contenti di essere invitati ai suoi ricevimenti che li pagavano loro, ed erano addirittura felici quando l’orco Grinza li metteva sul giornale, facendosi pagare l’inserzione il doppio. E poi li portava all’estero,a prendere tanti applausi.

Sorpresi, orchini e discendenti di Re Orco ci pensarono un po' e cominciarono a imitarlo, anzi a superarlo, perché loro erano informati e giravano il mondo. Così si specializzarono e si divisero in tribù di settore: cominciarono con gli orchi teatrali e gli orchi astratti che furono accolti con entusiasmo generale,finalmente, proprio si fa come in Usa…. Poi arrivarono gli orchi bancari, quelli olimpici e e quelli urbanistici. Poi c’erano quelli che volevano guadagnare privatizzando tutto quello che c’era, ma i verdurini della valle, su questo argomento, non ci sentivano troppo, anche se li si costringeva a sentire una conferenza al mese su quanto era bello, moderno e europeo fare così. Alla fine i conferenzieri aprivano un banchetto per vendere derivati, che secondo loro si trasformavano in alberi dei soldi.

La tribù più numerosa era anche quella più grezza, degli orchi edilizi, perché rivelava il gioco. Infatti, gira e rigira, tutti volevano una sola cosa , sia pur mascherata da tante inaugurazioni: continuare a mangiare quasi come ai bei tempi andati, modificando la valle per aumentare il valore dei loro terreni, dove facevano, a spese dei Verdurini, grandi feste e ricevimenti, chiamando orchi e giornalisti da tutto il mondo. In attesa, si limitavano a guadagnare grandi tangenti sui lavori pubblici, che andavano fatti in fretta e quindi si prendevano loro il disturbo di far lavorare i mafiosi e gli irregolari.

Così diventarono potenti l'orco Romito, l'orco Franco, l'orco Gavitello, l'orco Sandrengo e altri orchi minori, qualcuno discendente dal vecchio re. La cosa che gli piaceva di più era piantare delle lunghissime spine nella valle, e costruirci intorno, sempre a spese degli altri. Gli piacevano molto i grattacieli, le vecchie fabbriche trasformate in mercati per i verdurini, qualcuna anche trasformata in posti dove fare le loro feste. Per finanziare le feste, i verdurini smisero di costruire le case economiche e costrinsero gli immigrati poveri a comprare quelle nuove che gli orchi facevano intorno alle spine.

Ma un brutto giorno, di là del mare arrivarono orchi molto feroci e tanto alla moda, per insegnare a mangiare di più, usando nuovi strumenti, ma in sostanza per portar via tutti i tesori dei verdurini, lasciando solo dei pezzi di carta senza valore.

Gli orchi della valle erano preoccupati, e anche arrabbiati, perché su questa faccenda non ci avevano guadagnato, e invece rischiavano di dovere aspettare troppo tempo per tornare a mangiare come prima. Decisero di mettere a dieta i verdurini e di eliminare qualche orco che non faceva parte del loro gruppo e costava troppo ai poveri verdurini, che cominciavano proprio a non farcela più.

Il primo con cui se la presero fu l’orco Grinza, che aveva insegnato tante cose ma proprio non sapeva comportarsi e si rendeva anche un po' ridicolo. Ma soprattutto costava troppo, e poi la sua torre stava sulla collina di fronte a quella dell’orco Sandrengo, e gli dava fastidio perché era più bella. E poi l’orco Grinza era persino più bravo di lui a non pagare i creditori…Anche l’orco Gran Picchio ce l’aveva con lui, perché aveva un codazzo di giornalisti più grande e festevole.

Cominciarono a dire che teneva tanti bambini in cantina, per tagliargli i capelli e farsi vestiti sontuosi, poi gli saltarono addosso tutti insieme, azzannandolo, e gli portarono via tutto, lasciandolo solo a piangere nella sua torre, a chiedersi cosa era successo….


larga è la foglia, stretta è la via, dite la vostra che ho detto la mia...

 

Torna al Caffè

Home page

Copyright©1997-2010  Kore Multimedia