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La figlia
del Re
di Fausto Bottai |
| C'era una volta, al tempo delle fate, un vecchio re con una figlia bella, ma quanto bella non immaginate. Avete in mente in cielo blu una stella fra tutte la più limpida e preziosa? Così era lei.. -E come darla in sposa ad un qualunque principe?- pensava il padre suo -E se non fosse nato uno degno di lei?- E rifiutava, quando il sommo Consiglio dello Stato per il bene del regno lo invitava a maritar la figlia, garantendo un futuro al Casato. Cavillava, ma sapeva anche lui che disquisendo sul pro, il contro, il fatto e l'antefatto, doveva alla fin fine acconsentire a trovare al suo regno un nuovo sire. -Ebbene- disse infine -Sarà fatto! Darò mia figlia in sposa, ma a un patto. Voglio che il pretendente sia cortese e racconti una storia lunga un mese, che alla fine sia come all'inizio e che finisca il giorno del Giudizio. Chi ci riesce vada a giuste nozze, a tutti gli altri sian le teste mozze.- Per quanto stravagante il regio bando |
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| Tanto che si diffuse la paura che quell'impresa fosse troppo dura e che a sposar la figlia del sovrano più non ci fosse un cavaliere sano. Quand'ecco nella reggia apparecchiata fra tutta quella gente impomatata si fece avanti un povero ragazzo vestito con due stracci . -Mondo pazzo! Ma tu che vuoi?-gli chiese il Re perplesso. -Chiedo con umiltà, Sire, il permesso di tentare la sorte: ho una storia da raccontare a vostra maggior gloria..- -La testa è tua!- rispose il Re giocondo; e per quanto sembrasse cosa nuova ammettere alla gara un vagabondo gli fu concesso di tentar la prova. E allora cominciò una filastrocca che fece a tutti spalancar la bocca. |
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| C'era una volta un Re con una figlia bella che sarà data in sposa a chi sa la novella che nessuno finì, ma comincia così: c'era una volta un Re con una figlia bella che sarà data in sposa a chi sa la novella che nessuno finì, ma comincia così: c'era una volta un re.. -Mondo birbone! che bello scherzo ha fatto lo straccione. -con una figlia bella.. -L'ha fregato! La storia senza fine ha raccontato! - che sarà data in sposa.. -Piano piano si dovrà rassegnare anche il sovrano. -a chi sa la novella.. -Pensa te.. lo sposo sarà questo e questo il Re. - che nessuno finì.. -Ma a guardar meglio è un bel ragazzo e ha pure l'occhio sveglio. - ma comincia così.. -Con un inchino ci convien salutare il principino.. Al Re infatti non rimase altro che darla vinta al giovanotto scaltro: o ascoltare in eterno quel supplizio, appunto fino al giorno del Giudizio, o dar la figlia in sposa e buona sera! E così fu: che sia una storia vera ve lo può dire chi l'ha raccontata e la sa lunga ed anche un po' allungata. |
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