PSICHE E TECHNE
L'uomo nell'età della tecnica
"Campi del sapere"/Feltrinelli
pp. 816 lire 40.000

Materiale tratto dal sito di Giangiacomo Feltrinelli Editore:
http://www.feltrinelli.it/
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L'etica nell'età
della tecnica
Intervista a Umberto Galimberti |
Psiche e Techne
L'autore
Umberto Galimberti insegna Filosofia della storia all’Università
di Venezia. Ha pubblicato: Heidegger, Jaspers e il tramonto dell’Occidente
(Marietti 1975, e ora il Saggiatore 1996), Linguaggio e civiltà
(Mursia 1977), Psichiatria e fenomenologia (Feltrinelli 1979), Il
corpo (Feltrinelli 1983), La terra senza il male (Feltrinelli
1984), Invito al pensiero di Heidegger (Mursia 1986), Gli
equivoci dell’anima (Feltrinelli 1987), Il gioco delle opinioni
(Feltrinelli 1989), Dizionario di psicologia (Utet 1992, e
ora Garzanti 1999), Idee: il catalogo è questo (Feltrinelli
1992), Parole nomadi (Feltrinelli 1994), Paesaggi dell’anima
(Mondadori 1996), Psiche e techne (Feltrinelli 1999), Le orme
del sacro (Feltrinelli 2000). Da alcuni anni firma una rubrica
settimanale sull’inserto "D" della "Repubblica",
giornale che ospita anche numerosi suoi interventi su temi sociali e
culturali.
In breve
Una delle opere teoriche più imponenti degli ultimi decenni. Un
testo filosofico che ha l'ambizione di accompagnarci a varcare la soglia
della nuova età della tecnica.
Il libro
Psiche e techne, che di Umberto Galimberti è sicuramente il
libro più importante, è un imponente tentativo di descrivere l'uomo,
nei suoi diversi aspetti, in rapporto alla tecnica. Continuiamo a
pensare, scrive Umberto Galimberti, che la tecnica sia uno strumento del
quale noi deteniamo le chiavi. In realtà la tecnica ha sostituito la
natura che ci circonda e costituisce oggi l'ambiente nel quale viviamo.
Noi però ci muoviamo nell'ambiente-tecnica con i tratti tipici
dell'uomo pre-tecnologico che agiva in vista di scopi, con un bagaglio
di idee proprie e di sentimenti in cui si riconosceva. Ma la tecnica non
tende a uno scopo, non apre scenari di salvezza, non svela verità, la
tecnica "funziona". Questo libro si propone di ridefinire i
concetti di individuo, identità, libertà, salvezza, verità, senso,
scopo, ma anche quelli di natura, etica, politica, religione, storia.
Concetti che nella nuova età della tecnica vanno appunto riconsiderati,
abbandonati o rifondati alle radici. Il punto cruciale sta nel fatto che
tutto ciò che finora ci ha guidato nella storia - sensazioni,
percezioni, sentimenti - risulta inadeguato nel nuovo scenario. Come
"analfabeti emotivi" assistiamo all'irrazionalità che
scaturisce dalla perfetta razionalità dell'or-ganizzazione tecnica,
priva ormai di qualunque senso riconoscibile. Ciò di cui necessitiamo
è un ampliamento psichico capace di compensare la nostra attuale
inadeguatezza. Il valore più profondo di questo libro consiste appunto
nel tentativo di fondare una nuova psicologia dell'azione che ci
consenta, se non di dominare la tecnica, almeno di evitare di essere da
questa dominati.
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