KURT WEILL

Musik(z)one

La terza via della musica

   La vita di Kurt Weill

Weill fu dapprima allievo della Musikhochschule di Berlino, dopodichè si stabilì nella capitale tedesca, dopo esser stato maestro sostituto in alcuni teatri di Dessau e Luedenschein.Sino al 1924 studiò con Busoni e con Humperdinck, e subito dopo si affermò come brillante autore di opere teatrali. Musicista impegnato anche sul piano civile (per non dire marcatamente politico), egli collaborò assiduamente con Bertolt Brecht, e - in seguito all'avvento del nazismo in Germania - fu costretto a riparare a Parigi dapprima ed a Londra poi, anche a causa delle sue ascendenze ebree. Nel 1935 si stabilì definitivamente negli USA; oggi la sua musica occupa una posizione unica e singolare all'intreno di tutta la produzione novecentesca.



TITOLO AVVENIMENTO:
IO, BERTOLT BRECHT
STAGIONE : 1980/1981
AUTORE : BRECHT BERTOLT
REGIA : STREHLER GIORGIO
SCENE : BREGNI PAOLO
MUSICHE : EISLER HANS E WEILL KURT
FOTOGRAFO : CIMINAGHI LUIGI

 

   La musica di Kurt Weill

L'ambiente in cui Weill lavorò e creò, era quello caratterizzato dall'espressionismo, dal cabaret, dallo Hindemith iniziale, dal sarcasmo e dalla satira conseguenti al clima di tragica disillusione che avrebbe portato di lì a poco la Germania verso gli orrori del nazionalsocialismo. Con Weill si può - e si deve - parlare di Gebrauchmusik, di profonde contaminazioni, di totale critica al sistema, di totale reazione anti-Wagner. La sua opera corre tutta su un binario unico nel panorama del '900, è impossibile tracciare un parallelo con altri musicisti. Forse si potrebbe accostare l'ironia dell'opera di Weill accanto all'ironia espressa da un Satie , ma l'ambiente politico era diverso. Influenzato dai principi brechtiani del teatro politico il compositore tedesco, dopo i primi lavori di forte impianto strutturale e con spiccate tendenze politonali, semplificò il suo stile verso una musica "popolare" che assunse i moduli del jazz, del café-concert, dei ritmi ballabili.

Insomma: rimane un musicista a sé, e crea una specie di terza via alla musica tra la colta e quella popolare.  Un ponte tra l'Europa espressionista e l'america del jazz: tra Satie, Berg da una parte e Gershwin, Berlin sull'altra riva. All'interno della sua produzione vanno ricordati i lavori teatrali come "Der Protagonist" del 1926, "Ascesa e caduta della città di Mahagonny" del 1930, le famosissime musiche per l'Opera da tre soldi del 1928, il balletto "I sette peccati" e il "Berliner Requiem", una cantata per voci, coro e orchestra.
   L'opera da tre soldi

"Ciò che è veramente importante è che per la prima volta un accadimento nuovo, di rimarchevole importanza ha avuto luogo nell'ambito di un'industria del consumo che in precedenza si era dedicata a un tipo completamente diverso di musicisti e scrittori. Con "L'Opera da tre soldi" stiamo raggiungendo un pubblico che in precedenza non ci conosceva affatto o, comunque, non ci aveva mai considerati in grado di interessare una cerchia di ascoltatori più ampia di quella che, di norma, comprende i frequentatori dei teatri d'opera e delle sale concertistiche. Vista in tale prospettiva, "L'Opera da tre soldi" rientra in un movimento che include quasi tutti i giovani musicisti di oggi. L'abbandono della concezione dell'"art pour l'art", il rifiuto di principii artistici di natura individualistica, le idee sulle musiche da film, il contatto con un movimento musicale giovanile, la semplificazione dei mezzi di espressione musicale connessi a tutto ciò: sono tutti passi di uno stesso percorso."

- IL SITO WEB DELLA FONDAZIONE K.WEILL: www.kwf.org/


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