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Chiesa ed evoluzionismo

Da: Ilario Favero
Categoria: Commento generico
Nome remoto: 213.254.3.151
Data: 01 Oct 2001
Ora: 15:50:24

Commenti

Finalmente anche la Chiesa, per bocca dei suoi più eminenti rappresentanti, ha accettato ufficialmente la teoria della Evoluzione, riconoscendo, così, che la biologia ha fornito tali e tante prove a sostegno di questa tesi che non sarebbe più ragionevole accettare per buona la leggenda, il mito della creazione, così come è adombrata dalla indicazione della Bibbia.

Ci sono voluti lunghi ,interminabili dibattiti con la gerarchia ecclesiastica e con il mondo accademico ancorato ad una concezione del mondo metafisica e dogmatica, per riconoscere la ragionevolezza dell'ipotesi darwiniana sulla origine della specie, e per smentire le tesi prodotto più della fantasia che della ragione, tesi creazioniste, mitologiche. Già verso gli anni ’60 o più del secolo scorso il coraggioso e tenace Charles Darwin , dotato di una forte tempra e di un acume eccezionale, dovette scontrarsi con l’intransigenza cocciuta della Chiesa Anglicana e del Vescovo Vilberforce che ridicolizzava il geniale scienziato ed i suoi collaboratori con capziose interrogazioni sulle loro ascendenze materne o paterne.

E pure, or non è molto, bastava appena affacciare l'ipotesi della origine naturale dell'uomo per essere colpiti da vere e proprie persecuzioni ,fortunatamente solo ideologiche, con pene di vario genere ,o comunque gravemente discriminati come pericolosi eresiarchi. E adesso, come la ingenua giovinetta della celebre novella boccaccesca, anche la teologia, scopre una verità palmare, lapalissiana , cioè che l'evoluzionismo non e' poi così assurdo e inaccettabile come si pensava nel recente passato, ma acquista tale valenza da ricevere il riconoscimento formale addirittura dei suoi più acerrimi avversari...

L'idea finalistica, che grande favore e credito ebbe per secoli (e che fa il paio con la teoria della fissità della specie cara a tutti gli esegeti della Bibbia di un certo tempo: basti ricordare la definizione di specie del pur grande Linneo, il padre delle scienze naturali , della nomenclatura binomia e della tassonomia strutturale ) ad un certo punto, grazie alle scoperte delle scienze fisiche e della biologia, non ha retto più e si sono fatte strada la teorie della variabilità più o meno casuale delle specie viventi e della selezione naturale delle stesse: quante faticose e struggenti meditazioni è costata una conquista cosi importante per la nostra storia , per la nostra nozione del mondo! Un po’ più prossima al vero, penso!

Così come il Leopardi visse veglie assillanti sul doloroso letto perché la sua affannosa ricerca della verità non approdava ad un sicuro porto, o ,se si vuole, non perveniva ad una ragionevole conclusione, molti appassionati “ cercatori “ di verità vissero intere notti insonni e disperati

perché la sola ragione non trovava una risposta degna del credito che essi e le loro intransigenti e rigorose coscienze s’attendevano, insomma perché le conclusioni teoriche attese non erano tanto consistenti quanto i dati osservati lasciavano sperare: (nel mondo della scienza non basta fare delle ipotesi, forse tutte possibili, per suffragarle occorre addurre delle prove al di là di ogni ragionevole dubbio).

Se la verità è un valore, è importante per tutta l'umanità, quale tributo di riconoscenza si deve a chi ha coraggiosamente rifiutato le favole comode e vantaggiose per seguire l’imperativo della ragione , preferendo così la evidenza della scienza sperimentale alle elucubrazioni dei fondamentalisti intransigenti , la conquista attraverso la faticosa ricerca , alle risposte dogmatiche gratuite in ossequio del discutibile principio " credo quia absurdum" .! Che sarebbe , come dire , il teorema di Urbano VIII.

Ilario favero

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