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Nanni Moretti

Da: Umberto Fontana
Categoria: Liberalsocialismo
Nome remoto: 151.29.227.6
Data: 04 Feb 2002
Ora: 10:44:02

Commenti

Uno dei problemi pių rilevanti nell'ambito della politica italiana č avere a che fare con soggetti numericamente forti che considerano ancora oggi l'avversario politico come il male assoluto. L'avversario č l'altro ed č talmente "sporco" che, se dovesse vincere, deve la sua vittoria alla corruzione,oppure alla mafia,o forse alla sua potenza economica probabilmente illecita, ovvero al lavaggio del cervello televisivo o di altri mass media. Per tale ragione deve essere in qualche modo, prima o poi, eliminato. Questa eliminazione qualche decennio fa avveniva fisicamente poi č stata politica o, quando possibile, per via giudiziaria con l'ausilio (si spera inconsapevole)di alcuni magistrati che, nell'esercitare il loro necessario dovere finiscono con l'essere (si spera involontariamente) un'arma efficace, sebbene impropria, di una parte politica. Quando, in buona fede, questi ultimi si sono sbagliati, poco importava il diritto alla libertā momentaneamente negata, perchč stavano formulando "delle ipotesi di lavoro". L'utilizzo diffuso dei medesimi strumenti da parte del rappresentante del Bene č invece sempre giustificato perchč il fine č sempre buono. Quando l'avversario vince č corrotto anche qualora dovesse svolgere attivitā occasionalmente valide, quando invece č lui che vince anche le peggiori atrocitā che dovessero essere commesse sono degli errori di percorso o al massimo dei mali minori, comunque necessari, per perseguire un futuro migliore. Purtroppo č frutto della medesima impostazione mentale la recente critica di Nanni Moretti e di alcuni cosiddetti intellettuali sedicenti di sinistra. Non potendosela prendere con il futuro possibile cliente: il popolo sfruttato ( sebbene,credo che sia da questo considerato meritevole di tale condizione di sfruttamento avendo scelto il Male) non essendo stata momentaneamente provata la corruzione del nemico, o la sua compartecipazione interna e/o esterna ad organizzazini illecite, sapendo che il lavaggio del cervello televisivo non sempre funziona o se funziona svolge i suoi effetti bilateralmente -avendo favorito la sedicente sinistra la volta passata- contro chi si possono scagliare se non contro i loro capi cosė incapaci da non riuscire a sconfiggere la parte politica che notoriamente rappresenta l'immondizia morale? Si badi bene, la critica contro i loro leader non č avvenuta durante il periodo in cui hanno governato, nonostante abbiano operato poco e spesso male (la stessa partecipazione all'unione monetaria per l'introduzione dell'euro non č stata un'impresa minima ma neanche ciclopica, essendoci riuscita la Grecia sarebbe stato piuttosto un demerito non raggiungere l'obbiettivo). La medesima critica ai loro capi non č avvenuta quando č stato scelto il leader della coalizione sedicente di sinistra, nč, tantomeno, durante la campagna elettorale. La critica non č mai avvenuta prima, mai, nč sulle forme nč sui contenuti ( e se critica vi fu non fu la loro e comunque non ebbe risonanza, in politica l'eco č sostanza) č invece avvenuta un minuto dopo la sconfitta elettorale, quando lo stesso c.d. intellettuale criticō (sbagliandosi clamorosamente- vedi Pellicani, Mondoperaio luglio 2001) Bertinotti, ed ora lo stesso Moretti - non č un caso nč una coincidenza - si scaglia contro tutti i leader della sua parte negletti ed incapaci. Incapaci ora che non hanno il potere, mentre non erano incapaci quando invece il potere lo esercitavano, evidentemente male visto che i cittadini li hanno bocciati alle elezioni. Ora,con questi signori qualunque tipo di dialogo č un dialogo tra sordi, per esempio giā mi "sento" la critica per aver utilizzato la parola "cliente" per definire il Popolo come il corpo elettorale prossimo venturo. Chiunque svolga una critica come la presente a questo tipo sociologico rappresentato da Moretti (il quale deve notorietā ed agi proprio alla civiltā in cui e di cui vive e che gli permette liberamente di svolgere interventi assai opinabili)č considerato come un soggetto che ha chissā quale interesse, e se non lo ha si candida per averlo in futuro, oppure nella migliore delle ipotesi č un disinteressato-scemo, sicuro strumento del potere maligno, che di questi soggetti ha bisogno per perpetrare le sue opere malvage. Queste sono le critiche che sento mi potranno essere fatte da chi in realtā si autoraffigura. Considerare l'opinione altrui malvagia č una forma di razzismo intellettuale che produce danni non minori del razzismo consueto. Nessuna compromissione con costoro se si vuole essere liberali prima ancora che socialdemocratici.

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