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QUALCOSA DI CENTRO-SINISTRA

Da: Luca Guglielminetti, da Oggi in Italia
Categoria: Commento generico
Nome remoto: 213.254.3.151
Data: 12 Feb 2002
Ora: 14:58:44

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E’ inutile nasconderselo, il vero problema non è quello di dire qualcosa di sinistra, ma qualcosa di centro-sinistra. La differenza non è un’inezia, ma coinvolge il problema dei problemi per tutta l’opposizione al centro-destra: cioè quello di sviluppare un discorso pubblico agli italiani. Un discorso che sviluppi una "retorica dell'appartenenza" per tutti coloro che non si identificano nel progetto berlusconiano. Un discorso ai cittadini in grado di coniugare il terreno degli ideali con quello della prassi, l’utopia con la riforma, un progetto di società diversa con la pratica del gradualismo.

L’inadeguatezza su questo terreno è evidente in ogni manifestazione del fu Ulivo o nelle apparizioni televisive dei vari leaders nei salotti della politica. Si manifesta nel fatto che ognuno, ogni singolo leader o partito, riesce a esprimere solo una piccola parte del discorso. Piccole ragioni si stemperano da Fassino a Rutelli, da Boselli a Pecoranio Scanio, passando pur anche per Di Pietro e Bertinotti, ma da una tale segmentazione non risulta alcun disegno unitario, nessuna retorica in grado di fungere da cemento comune per gli italiani: dal giovane del movimento al vecchio liberale progressista.

E’ un problema di leadership? Sicuramente. Un problema di cultura politica? Anche. Ma probabilmente la carenza più significativa è quella degli spazi della politica. Dei luoghi dove far crescere il confronto tra i cittadini che vogliono provare a reimmaginare se stessi, la società e l’ambiente nel quale vivono. Forse qualcosa di centro-sinistra può nascere se si inventano nuovi spazi: alternativi all’esibizionismo personalistico di quelli televisivi, alla prova di forza muscolare di quelli di piazza, ma anche a quelli ipercolti e verticistici delle fondazioni. (l.g.)

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