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Re: MINORANZE TRA GLI OPPOSTI ESTREMISMI

Da: Luca Guglielminetti, da Oggi in Italia
Categoria: Commento generico
Nome remoto: 213.254.3.151
Data: 27 Feb 2002
Ora: 12:51:55

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Della serie: ‘le voci inascoltate’, Claudio Martelli su La Stampa di domenica e Marco Boato sul Corriere della Sera di oggi, avvertono il fatto che oggi si sia di fronte a due opposti estremismi, ben riemersi, ancora domenica sera, con i fischi a D’Alema, allorché di fronte alla platea dei professori ‘ribelli’ ribadisce la piena legittimità della maggioranza e del suo governo, e, ieri, nelle dichiarazione di Berlusconi e Buttiglione che ravvisavano un nesso - causa effetto - tra la manifestazione del Palavobis e l’attentato in via Palermo.

Entrambi sostengono che un motivo serio per la manifestazione del Palavobis c’è: «un capo del governo che dia anche solo l´impressione di usare il potere legislativo della maggioranza per confezionare leggi su misura, come una sartoria, eccita gli animi», dice Martelli. Ma entrambi sono lontani dalle posizioni politico culturali emerse in queste manifestazioni: quelle di un Flores D’Arcais, “privo di un grammo di cultura dei diritti” (Martelli), o, del professor ‘pancho’ Pardi riciclatore di un “primitivismo politico ideologico risalente agli anni ’70” (Boato). «Se l’Ulivo adottasse questa piattaforma culturale, che ricorda la "Gioiosa macchina da guerra" del’94, andrebbe incontro a un suicidio politico. Non dimentichiamo che in Inghilterra governi legittimi di centro destra sono durati per 17 anni e nessuno si è mai sognato di parlare di regime», afferma Boato. «Il loro progetto è estremizzare l´opposizione, cavalcarla, e impadronirsene», rilancia Martelli.

Sullo sfondo di queste voci inascoltate, ci sono un D’Alema in procinto di lasciare l’Italia per gli USA, dopo le amministrative, e un Amato che sarà sempre più preso in Europa con la Convenzione che inizia domani. Insomma, la leadership riformista del Congresso DS di Pesaro resterà sulle sole smilze spalle di Fassino, il quale, in questi mesi, ha dimostrato di non avere proprio il fisico migliore per il ruolo di cui è stato investito.

La disgraziata situazione nella quale siamo immersi trova qualche ragionevolezza di discorso pubblico solo in piccole minoranze. Da una parte in quella all’interno della maggioranza, che svolge il ruolo di ‘pompiere’, come - ad esempio - Follini o Mantovano che negano connessione tra i cortei e gli attentati. Dall’altra, in una minoranza, all’interno della opposizione, che svolge il ruolo di ‘pontiere’ per impedire al centro sinistra di rovinarsi completamente cedendo alle culture illiberali e giustizialiste o a quelle movimentiste e massimaliste. (l.g.)

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