Da: Gianluca da Roma
Categoria: Commento generico
Nome remoto: 62.11.0.3
Data: 23 Apr 2002
Ora: 15:52:10
Caro Ilario Favero. Sono rimasto davvero colpito dal tono del tuo commento sull'Evoluzionismo. da come parli, si evince che sei un ragazzo certamente informato e interessato al mondo che ti circonda. Per questo motivo mi sorprende la certezza davvero fideistica con la quale tu riesci ad accettare l'Evoluzionismo di Darwin proprio in momento in cui, soprattutto fuori dall'Italia, questa ipotesi viene sempre più messa in discussione. Probabilmente, la responsabilità non é solo tua: quasi mai, infatti, nel nostro paese, certe notizie vengono fuori, esendo il darwiinismo un dogma (quello si) davvero insostituibile per il pensiero dominante. Purtroppo, caro Ilario, l'oscurantismo non é una caratteristica solo della Chiesa di qualche tempo fa ma anche di certi settori del mondo scientifico. Esiste infatti un "oscurantismo scientista" che non ha nulla da invidiare a quello dei secoli bui e che si erge, più spesso di quel che si crede, a difensore di discutibili visioni del mondo molto più che della "verità". Per questo motivo, dato il tuo interesse, ti invio un articolo del giornalista Blondet sull'Evoluzionismo, dal significativo titolo di "Quello che Piero Angela non dice...". Se tu inoltri fossi interessato a continuare la discussione, il mio e-mail é: finn.gia@tiscali.it. A presto. "Ciò che non dice mai, l'ottimo Piero Angela, è che la teoria di Darwin è messa in dubbio, e a voce sempre più alta, da un numero crescente di scienziati americani. Dal '93, l'autorevolissima Boston Review (la rivista del MIT, la più avanzata università scientifica Usa) accoglie un dibattito in cui i biologi, matematici, paleontologi e biochimici attaccano "il dogma evoluzionista", e su basi scientifiche. L'evoluzionismo sostiene che nel DNA avvengono di continuo mutazioni accidentali. Il genetista James Shapiro ricorda invece che le mutazioni del DNA, la "scrittura della vita" (un vero "programma di computer", con tutte le istruzioni per formare un essere vivente, presente sia negli esseri più "primitivi" che dei più "evoluti"), sono rarissime. Perchè, dice shapiro - ecco un'altra notizia che Piero Angela evita di fornirci - "il DNA è fornito di molti apparati di "correzione di bozze", su vari livelli, che riconoscono e rimuovono gli errori occorrenti durante la replicazione del DNA". Il DNA dunque si difende attivamente proprio da quelle casuali accidentalità, in cui i darwinisti identificano il motore dell'evoluzione. Di fatto, il DNA è la struttura più stabile dell'universo. Nei secoli, le lapidi egizie di granito diventano illeggibili; il DNa, fatto di proteine, si riproduce sempre uguale, opponendosi in modo attivo al degrado di tutte le cose. E, impariamo ora, si difende anche dal darwinismo. Le sole mutazioni frequenti sono provocate dall'uomo su animali di laboratorio: con radiazioni nucleari o con agenti chimici che sconvolgono brutalmente la struttura del DNA. E' il caso del moscerino della frutta, l'insetto preferito dai genetisti perchè produce una generazione nuova ogni mese. Studiato da 80 anni in tutti i laboratori del pianeta, il moscerino è stato costretto a subire milioni di mutazioni. Tutte, nessuna esclusa, diminuiscono la sua attitudine alla vita (mancanza di occhi, di ali, di zampe); gli animaletti mutanti possono vivere solo in laboratorio, grazie alle cure degli sperimentatori; in natura sarebbero morti prima di trasmettere il loro patrimonio genetico ai discendenti. Meno che mai la drosofila ha dato luogo ad altre specie. Tutto ciò induce una nuova generazione di scieziati a sostenere, ormai apertamente, che gli esseri viventi sono il frutto di una "progettazione intelligente" (intelligent design). "E' una teoria pienamente scientifica che formuliamo come tale", ha scritto William Dembski, logico-matematico della notre Dame University. Perchè? Perchè troppi apparati delle creature viventi presentano una complesità irriducibile, risponde Michael Behe, biochimico della Leighton University. Come esempio di "complessità irriducibile", Behe porta il caso della trappola per topi. Costituita di cinque pezzi - una molla, la tagliola, il gancetto che tiene la tagliola in posizione, l'esca, la tavoletta su cui tutto è inchiodato - è una macchina molto semplice. Ma la sua semplicità "non può essere ridotta". Se manca un solo pezzo, non è che la trappola funzioni meno bene; non funziona affatto. Dunque, non può essersi formata a poco a poco, con aggiunte e miglioramenti; la trappola è stata progettata fin dall'inizio così. Molti apparati di esseri viventi sono ugualmente "irriducibili". Non funzionano se mancano anche solo di un componente. La lingua del picchio è una complessità irriducibile. Il noto eccellino ha una lingua lunga 15 centimetri, quanto il suo corpo. Dove la tiene? La tiene arrotolata attorno al cranio, come una fionda. La cosa stupefacente è che la lingua parte dal becco all'indietro, gira attorno al cranio e ritorna al becco dalla parte opposta. Ora, non è possibile che una lingua così straordinaria si sia evoluta per gradi. Il solo fatto che sia rivolta all'indietro avrebbe reso impossibile la nutrizione a generazioni di primogenitori del picchio, finchè l'apparato non avesse raggiunto la necessaria lunghezza. Altro caso: il limulus, una specie di granchio corazzato che vive sulle coste dell'Atlantico. Essere "primitivo", cugino degli antichissimi trilobiliti (estinti da milioni di anni), è considerato un fossile vivente, presente in strati fossili da 300 milioni di anni (e sempre uguale). Di recente s'è scoperto che gli occhi del limulus, di notte, aumentano il loro potere visivo di un milione di volte. Non sono affatto occhi "primitivi". Al contrario: sono più sofisticati degli apparecchi elettronici a visione notturna usati per scopi militari. Ciò che vediamo in natura è uno scoppio di fantasia progettistica. Anche l'evoluzione dell'Uomo è in discussione. L'albero genealogico fornitoci dagli evoluzionisti viene sconvolto da sempre nuove scoperte, che spingono i nostri presunti "progenitori comuni fra uomo e scimmia" alla posizione di rami collaterali. L'uomo di Neanderthal, estintosi "solo" 25 mila anni fa (già esisteva l'uomo moderno), non solo ha perso il posto di nostro "antenato", ma anche di quello di parente collaterale. Due studi recenti hanno ricavato il DNA del Neanderthal: è così diverso dal nostro, che le due specie non potevano unirsi ed avere prole. Era una umanità aliena. Da poco in spagna (ad Atapuerca) è stato trovato il fossile d'un uomo di 780 mila anni, eppure completamente moderno. Così moderno che gli imbarazzati evoluzionisti hanno creato una specie apposta per lui: Homo Antecessor ("che precede gli altri"). Nel Novembre 1999, l'autorevole rivista National Geographic ha pubblicato in pompa magna la foto di una lastra minerale dove si vedeva un dinosauro con ali e piume:"E' la prova che gli uccelli si sono evoluti da questi antichi rettili", ha esultato il biologo Barry A. Palavitz nell'articolo che accompagnava la scoperta. Subito dopo, s'è appurato che "il fossile" era un falso, composto da due fossili diversi (un uccello e un sauro) incollati insieme, opera dei contadini cinesi della zona di Liaoning, che sfruttano e vendono (sul mercato nero) i fossili di un giacimento locale. Uno scandalo molto chiacchierato in Usa. Piero Angela non ce lo ha raccontato".
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