Da: da L'Arena
Categoria: Articolo stampa
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Data: 07 May 2002
Ora: 10:06:34
Presentato il suo corso di filosofia all'Università di don Verzè Cacciari: lascio la politica
MILANO. Massimo Cacciari lascia la politica istituzionale. L'ex sindaco di Venezia l'ha ripetuto anche ieri, a Cesano Maderno, dove ha partecipato ad un incontro per presentare il suo impegno nella facoltà di filosofia di prossima istituzione nell'Università Vita-Salute del San Raffaele. Cacciari, insieme ad altri importanti filosofi, ha dato la propria disponibilità e vi terrà corsi di «filosofia del pensiero concreto». «Un'attività di questo tipo - ha detto - comporta un impegno a tempo pieno». Le voci di un abbandono della politica istituzionale da parte di Cacciari si susseguono da tempo. Alimentate in parte da lui stesso, che ciclicamente annuncia di essere stanco del teatrino della politica, salvo poi non abbandonare il ruolo di leader del centrosinistra veneto. Finora l'ex sindaco di Venezia è sempre riuscito a combinare la presenza nelle politica con l'insegnamento universitario. Ma stavolta si profila l'incompatibilità: bisognerà scegliere. Cacciari lo sa, per questo va seminando questi annunci. «L'insegnamento come lo intendo io e come me lo chiedono - ha ripetuto anche ieri - non solo è incompatibile con un'attività politica di tipo istituzionale, ma ritengo che sia anche questo un modo per fare politica». Il che potrebbe essere un sistema meno doloroso di dire addio, o anche un modi di tenere aperta la porta del ritorno. La nuova facoltà universitaria, oltre a Cacciari, vedrà impegnati nel corpo docente filosofi come Emanuele Severino, Giovanni Reale, Salvatore Veca, Guido Rossi, Luca Cavalli-Sforza. La facoltà prevede corsi come Etica, Economia, Diritto. «La verità - ha precisato don Luigi Verzè, che chiese anni fa proprio a Cacciari di elaborare un progetto di questa natura - è che non siamo mica contenti di come va la politica oggi in Italia. Abbiamo grandi artigiani della politica, ma non certo il Politico di cui parla Platone». Cacciari ha parlato anche delle elezioni francesi: «Dare del fascista a Le Pen non ha senso, è semplicemente ridicolo. E' come gridare al lupo al lupo, senza prendere coscienza del fenomeno. Oggi la politica è tutta un chiacchiericcio fine a se stesso. Se prendiamo il caso di Le Pen, mi chiedo: che significa definirlo fascista? Oppure, che significa definire l'Ulivo comunista? Sono colossali stupidaggini che con la politica non hanno nulla a che vedere. Il fenomeno Le Pen è un fenomeno di tipo antropologico, che riguarda le nostre paure, le nostre ansie, se volete anche la nostra anima. Liquidarlo dandogli del "fascista" significa semplicemente coprire la cosa. E la politica oggi è tutta un pregiudizio fine a se stesso».
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