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Re: W IL LEONE DI BERLUSCONI

Da: Luca Guglielminetti
Categoria: Commento generico
Nome remoto: 213.254.3.151
Data: 10 Sep 2002
Ora: 09:10:12

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Il primo paradosso della Mostra del cinema di Venezia era giunto nei primi giorni quando si è assistito al capovolgimento della consacrazione a Cannes l’anno scorso di Moretti regista. Le parole di Dino Risi hanno espresso con perfetta formula sintetica quanto ripetiamo da anni sulle amenità narcisiste dei suoi non-film, culminati con l’incivile “Stanza del figlio”.

Il secondo paradosso si è verificato invece ieri alla premiazione. Mentre al Festival di San Remo del centro-sinistra si vide vincere gli ‘amici’ Avion Travel, domenica prossima presenti sul palco dei girotondisti, la prima Mostra cinematografica del governo Berlusconi si è conclusa suggellando la fine dell’egemonia democristiana inaugurata nel 1948. Ha infatti vinto un film dopo essere stato bollato dall’ Avvenire come «infame», condannato da l’ Osservatore Romano come «provocazione rabbiosa e rancorosa» e definito «un falso, una calunnia» da don Baget Bozzo.

Il film «The Magdalene Sisters» di Peter Mullan racconta la storia di un gruppo di ragazze all'interno di un istituto di correzione-lavanderia gestito dalle suore della Maddalena in Irlanda nel 1964. Chiusi nel '96, per anni gli istituti hanno ospitato, tra violenze e abusi di ogni tipo, ragazze madri, orfane, quelle con difetti fisici e handicap o quelle che avevano subito stupri.

Capita così nel Bel paese che, mentre Veltroni in Consiglio Comunale e Frizzi a Miss Italia si mobilitano per le ragazze madri che in Nigeria rischiano la lapidazione, un film di un allievo di Ken Loach vinca il Leone d’oro rammentandoci che una certa condizione femminile è tutt’altro che estranea alla nostra società e che tutte le fedi fondamentaliste opprimono le donne. Ringraziamo Berlusconi almeno per la giuria della mostra veneziana! (l.g.)

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