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LA DEA DELLA PACE

Da: L. Guglielminetti, da Oggi in Italia
Categoria: Commento generico
Nome remoto: 213.254.3.151
Data: 14 Dec 2002
Ora: 15:00:55

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Il Papa ha annunciato che da tempo Dio si tiene lontano nei Cieli, disgustato dal comportamento incivile dell’uomo. Un editorialista del Corriere delle Sera l’altro ieri ricordava la contraddittorietà del testi sacri, nei quali si dice anche che Lui è sceso “non per portare la pace, ma la spada”. Nello stesso giornale e nello stesso giorno, viene presentato l’ultimo libro di Rita Levi Montalcini. Vi si legge che contro la guerra e il fanatismo religioso, l’unica ‘rivoluzione culturale’ la può compiere la donna.

Aggiungiamo solo che, in questo senso, i ‘maschi’ confronti interreligiosi tra i tre monoteismi, che siano pubblici dibattiti o salotti televisivi, tipo quello di Lerner, non possono effettivamente portare da nessuna parte. L’approccio con gli altri, barbari/infedeli/immigrati, non può che partire dal riconoscere la prima diversità: quella di genere, provocata dai due geni XX del dna, tra uomo e donna, appunto. Sarebbe bene rendersi conto che per giungere a dei risultati di pacifica mediazione culturale non si può trattare di guerra girando intorno ad un solo Dio. Se ne devono riconosce almeno due, uno per genere.

Allora il Papa, Gino Strada e i tanti seri pacifisti inizino a cercare una Dea, invece che chiedere alla politica di sottrarsi alle proprie responsabilità che sono laiche e pubbliche e non religiose e personali. Peccato che questo non lo dica la nostra nobel per la genetica perché è proprio sul terreno di un approccio politeista alla realtà, che spirito scientifico e religioso possono trovare un terreno comune, come nell’antica Grecia. (l.g.)

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