Da: da la Gazzetta Politica
Categoria: Articolo stampa
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Data: 19 Mar 2003
Ora: 15:59:36
Teologia del dominio
Il Papa e Bush divisi dalla guerra all'Iraq e dallo scontro tra cattolicesimo e nuovo cristianesimo americano
Sbagliando qualcuno, potrebbe pensare che la teoria della guerra preventiva abbia diviso il Vaticano e la Casa Bianca. Il muro è ben altro: da una parte vi è infatti il "cristianesimo rinnovato" che cresce negli Stati Uniti, dall'altra il resto dell'identità culturale cristiana.
L'arcivescovo anglicano di Canterbury ha aderito alla giornata mondiale di digiuno e preghiera per la pace promossa dal papa in occasione del mercoledì delle ceneri del 2003, duecento teologi cattolici e protestanti hanno firmato un documento congiunto, il presidente del consiglio delle chiese evangeliche di Germania, Koch, ha definito Bush "un fondamentalista religioso", i leader di diverse chiese protestanti americane hanno invitato il papa a parlare al palazzo di vetro dell'Onu. Perché? Nel suo discorso del 30 gennaio 2003 Bush ha detto: "dobbiamo anche ricordarci che la nostra missione, in quanto nazione benedetta, è quella di rendere migliore il mondo.[...] Ci sacrifichiamo per la libertà degli altri popoli.[...]La libertà che tanto stimiamo non è il dono dell'America al mondo; è il dono di Dio all'umanità. Non pretendiamo di conoscere tutte le vie della Provvidenza, ma in questa crediamo, riponendo la nostra fiducia nel Dio misericordioso che regna su tutta la vita e tutta la storia". Quella del "cristianesimo rinnovato" è una galassia tanto composita quanto a noi non a sufficienza nota.
Neo-cristianesimo rinnovato
George W. Bush sa bene quanto sia composita: da governatore dal Texas gli fu chiesto di graziare una giovane estremista appartenente alla degenerazione di quel mondo: e non lo fece. Gli estremisti di quel mondo da anni teorizzano il trauma sociale: per costoro in America si annida un nuovo "Hitler collettivo", il fronte abortista, che consente uno sterminio di non nati che ha pari soltanto negli stermini hitleriani. Ecco gli attentati, la lotta armata per portare tramite l'insurrezione sociale a una presa di coscienza della necessità di combattere il nuovo nazismo.
Questa è la degenerazione del nuovo cristianesimo, ma solo capendo come si arriva a quella degenerazione si capisce perché il fenomeno allarmi le altre chiese cristiane, e non soltanto per motivi di proselitismo. Sui siti web del cristianesimo rinnovato che ho visitato la verità più ricorrente e diffusa che ho trovato è estremamente semplice: al mondo esistono due imperi, quello di Satana e quello di Cristo. O si sta da una parte o si sta dall'altra. Ma quali sono i confini dell'impero di Cristo? Il reverendo Billy Graham è finito spesso e volentieri nel fuoco dei duri di questo neo-cristianesimo che egli ha avuto tanta parte a creare a rendere potente. La sua colpa? Non ha reciso i ponti con gli altri cristiani, definisce il papa una personalità tra le principali del secolo trascorso, non è sicuro che il fuoco degli Inferi sia fuoco vero, lo accetta solo come ipotesi ma non esclude che si tratti di una verità simbolica. Billy Graham è certamente un uomo più importante di quanto appaia nei resoconti che leggiamo abitualmente dagli Stati Uniti.
Il Rasputin della Casa Bianca
Intimo dei presidenti americani dai tempi di Nixon, è violentemente criticato anche dal fronte laico e liberal, accusato di alimentare un nuovo fondamentalismo cristiano. I suoi detrattori affermano che gli archivi americani hanno portato alla luce, tra l'altro, una sua lettera dell'aprile del 1969 a Richard Nixon, nella quale esortava il presidente a bombardare le dighe vietnamite, in modo da vincere subito la guerra anche se al costo di un numero elevatissimo di vittime. Lui, la Christian Coalition, la teologia del dominio, le nuove chiese evangeliche: è questa l'ossatura di un'America non molto conosciuta. Billy Graham si prese cura dell'alcolista George W. Bush e lo portò a sentirsi "piccolo piccolo davanti alla scoperta che Dio ha mandato Suo Figlio per salvare anche me".
Ovvio che sia preposto agli esercizi spirituali del presidente e che sia stato il predicatore prescelto per celebrar messa nella Cattedrale Nazionale di Washington dopo la strage dell'11 settembre, davanti al presidente degli Stati Uniti. Oltre a dire che non si spiegava perché Dio avesse consentito l'attacco dell'America, il reverendo disse di capire però che l'America aveva bisogno di un risveglio spirituale, e proprio il risveglio è l'anima del cristianesimo rinnovato. Tempo fa si rivolse al reverendo Billy Graham per trovare la sua strada anche Mike Bray, padre di quel movimento violento antiabortista che riteneva legittimo ricorrere alla violenza contro i medici che praticano l'aborto per impedirgli di seguitare a uccidere bambini non nati. Le sue idee trovano conforto non certo nella tradizionale teologia protestante, ma nella nuova teologia della destra cristiana americana, la teologia del dominio.
Il pensiero anti-evoluzionista
Secondo questo pensiero il cristianesimo deve riaffermare il dominio su ogni cosa, compresa la laicità dello Stato. Chi di loro è impegnato in politica crede che Gesù tornerà sulla terra dopo mille anni di governo cristiano e quindi i cristiani hanno il dovere di creare le condizioni per il suo ritorno. Secondo un sondaggio realizzato di recente dalla Gallup il 46 per cento della società americana si riconosce nel pensiero delle chiese evangeliche del cristianesimo rinnovato, all'interno del quale è certamente parte significativa la teologia del dominio.
Proprio come sottolineava anni fa Hans Kung, uno dei cardini del pensiero di questo nuovo cristianesimo è il rifiuto delle teorie evoluzioniste, rifiuto fatto proprio ufficialmente da George Bush. Anche qui Bush è espressione di un pensiero estremamente diffuso in America: sempre secondo la stesso sondaggio Gallup la pensano come lui il 48 per cento degli americani. L'importanza di questo pensiero dunque non può essere né sottovalutata né tratta con superficialità o disprezzo. Anche perché, oltre alla quasi maggioranza degli americani, si richiamano a questo pensiero, ovviamente con sfumature e intensità diverse, George Bush, il suo consigliere e ghostwriter Michael Gerson, i capi del pentagono, il ministro della Giustizia. Alle otto e trenta del mattino, nel suo ufficio ministeriale, questi tiene degli incontri di preghiera con i suoi dipendenti. Rumsfeld invece sotto Natale ha convocato al Pentagono un gruppo di leader religiosi per discutere di guerra preventiva in chiave religiosa.
Il ruolo politico delle congregazioni
Bush e i suoi fanno dunque parte di un movimento religioso che sta profondamente cambiando l'America, mettendo in crisi non soltanto la chiesa cattolica, ma anche le tradizionali chiese protestanti. Uno studio realizzato nel 2002 dall'Hartford Seminary e citato da James Harding sul Finacial Times afferma che le congregazioni evangeliche sono il 58 per cento delle nuove comunità religiose formatesi in America dagli anni novanta. Il principale consigliere di Bush, Karl Rove, ha sostenuto che le comunità cristiane non contano abbastanza nella politica americana. I suoi calcoli dimostrano che circa 20 milioni di cittadini sono evangelici "rinnovati", ma quattro milioni di loro non hanno votato alle ultime elezioni. E' un serbatoio da far crescere e portare alle urne aumentandone il peso politico. Correndo verso il nuovo risveglio il pensiero del cristianesimo rinnovato sembra riportare in auge un'America un po' lontana, quella di Calvine Coolidge, una dei meno esaltanti inquilini della Casa Bianca.
Nel suo discorso di insediamento, il 4 marzo del 1925, disse: "L'America non cerca di costruire un impero terreno costruito sul sangue e sulla forza. Le legioni che essa manda avanti non sono armate con la spada, ma con la croce. Lo Stato che cerca di costruire per tutto il genere umano è di origine divina. Tutto ciò che ha a cuore non è altro che meritare il favore di Dio Onnipotente".
Repubblicani, si torna alle origini?
Stanno tornando a Coolidge i repubblicani? Il futuro e il passato ogni tanto hanno punti d'incontro e tra quanti conoscono l'America alcuni affermano che il risveglio spirituale in atto ricordi molto quel clima che si diffuse ai tempi del maccartismo e del proibizionismo. Qualcosa è cambiato nella famiglia Bush. Nonno Perscott, governatore del Connecticut, era un sostenitore di un altro grande della politica americana, Franklin Delano Roosevelt, del quale apprezzava l'internazionalismo, il new deal, il riformismo sociale. Papà Bush, Geroge I, si sentiva a disagio in un partito "reaganianizzato" , aveva dei repubblicani una visione più elitaria e meno populista. George W. Bush, autodefinendosi in campagna elettorale un "conservatore compassionevole", forse era consapevole, forse no, che quel compassionevole non è tanto un termine politico, ma anche religioso.
Usando quel termine George W. Bush sembra fornire già prima del voto un tributo al padre del cristianesimo conservatore, Russel Kirk. Teorico del conservatorismo di destra, Russel Kirk nel suo libro The Conservative Mind ha indicato quale cardine del pensiero conservatore " credere che un intento divino governa la società e le coscienze, forgiando un'eterna catena di diritti e di doveri, la quale lega i grandi e gli oscuri, i vivi e i morti, così che i problemi politici sono, in ultima analisi, problemi morali e religiosi, e la politica è l'arte di apprendere e di applicare la giustizia, nella convinzione che la società richieda ordini e classi, e che la sola uguaglianza è quella morale, visto che proprietà e libertà sono inseparabili". Padre della nuova destra divina, convinto reaganiano, Kirk è stato una delle principali teste di ponte tra conservatorismo politico e destra cristiana. Come Novak, inviato da Bush in Vaticano per sostenere la tesi della "guerra preventiva". Teologo cattolico dissidente, Novak, teorico proprio del neo-conservatorismo e del neo-liberismo, da anni perora una nuova dottrina sociale che capovolga quella della chiesa come la conosciamo oggi, rendendo il Vangelo un fatto privato e facendo dell'arricchimento dei singoli il solo modo di realizzazione dell'individuo su questo mondo.
Alfieri dell'America contro l'Islam
Novak da anni sostiene che il "Capitalismo Democratico", titolo di un suo libro di grande successo, richieda non soltanto una nuova teologia, ma anche una nuova religione. E' a sostegno della visione di un mondo dove Bene e Male non hanno punti di accavallamento che serve una nuova teologia, una nuova religione. Un'esigenza che probabilmente Billy Graham ha comunicato a George Bush quando lo salvò dall'ubriachezza.
I reverendi Graham padre e figlio, Billy e Franklin, hanno costruito intorno al loro invito ad una moderna crociata un' autentica forza politico-culturale, i cui polmoni sono la Billy Graham Evangelistic Association e l'associazione assistenziale Samaritan's Purse. "Decision", il loro periodico, raggiunge un milione e 700 mila lettori, i loro articoli vengono pubblicati da oltre cento testate e le loro prediche trasmesse da 700 stazioni radiofoniche. Il libro più importante di Graham padre, Angeles, pubblicato nel 1975, ha venduto un milione di copie in tre mesi.
Graham figlio recentemente ha pubblicato un libro che secondo la grande stampa incita alla violenza religiosa definendo l'islam la religione del male e Allah il Dio del male. L'autorevole quotidiano conservatore Wall Street Journal lo ha intervistato al riguardo e stando alla Associated Press del 23 agosto 2002 il reverendo si è difeso dicendo di non aver parlato nel suo volume, The Name, di Allah dio del male, ma di aver ricordato la violenza religiosa perseguita e praticata dall'islam, che non può certo essere negata. Ma non aggiunto alcun ma. Nella sua furia distruttiva l'islam, per un altro predicatore dell'estrema destra cristiana, Jerry Falwell, ha potenti alleati. Per lui sono stati lesbiche omosessuali e abortisti ad attirare l'ira di Dio su New York. Ma lesbiche e omosessuali sono soltanto degli utili alleati, visto che nel mese di ottobre del 2002 Falwell ha dichiarato nel notissimo programma di informazione 60 minutes della Cbs; "io credo che Maometto fosse un terrorista". Se non il mandante, dunque, l'ispiratore di chi ha pianificato e perpetrato gli attacchi dell'11 settembre.
Molti convengono nel dire che Jerry Falwell ha una forte capacità di mobilitazione. È giunto così il momento di soffermarsi sulla Christian Coalition, il cui massimo esponente è il pentacostale Pat Robertson, anch'egli assai vicino alla Casa Bianca. All'inizio degli anni ottanta Robertson spiegò che "la costituzione degli Usa è un documento meraviglioso di autogoverno del popolo cristiano. Ma un minuto dopo averla messa nelle mani dei non cristiani e degli atei viene usata per distruggere la nostra società".
Questi atei erano davvero preoccupanti per Robertson, tanto che nel 1986 disse; "Le termiti non costruiscono, sono i cristiani, quasi come un sol uomo, ad aver costruito gli Stati Uniti. Ora però le termiti governano molte nostre università e istituzioni; è il momento di un rogo divino". Robertson in un'intervista rilasciata nel 1993 a Molly Ivins disse che i liberali stavano facendo ai cristiani quello che i nazisti avevano fatto agli ebrei in Germania. Ovvio che di lì a breve, durante un discorso tenuto nell'ottobre del 1993 all'American Center for Law and Justice, Robertson abbia sostenuto che " non esiste nella Costituzione una cosa che si chiami separazione tra chiesa e Stato. E' un'invenzione della sinistra che non ci beviamo più".
Robertson e la Christian Coalition
Questo fondamentalismo era dunque forte ed attivo ben prima dell'11 settembre negli Usa e nella galassia che circonda o forma il Partito Repubblicano; ma in qualche modo riusciva ad essere, una patologia fisiologica in una società complessa come quella statunitense. Lo è diventato assai meno dopo l'11 settembre. Il 25 Marzo del 2002 il Pat Robertson che si presenta all'Economic Club di Detroit è un uomo dai toni assai meno bruschi e "fondamentalisti".
Si dice consapevole che non tutti i seguaci di Maometto sono dei fondamentalisti o terroristi, ma la sua ricetta è severa, e dopo le ricette che è facile immaginare contro immigrazione e sovranità dei tiranni dice: "Infine la mia raccomandazione più importante è quella di porci umilmente davanti all'Onnipotente e chiedere perdono per i nostri peccati. L'America è divenuta prospera per la speciale protezione accordatale dal Signore. Questa è stata una nazione speciale per Lui. E' stata la terra da Lui scelta. Dobbiamo abbandonare la strada che stiamo seguendo e riconoscere la Sua sovranità e chiedere umilmente la Sua protezione contro i nostri nemici". Il Washington Post, in un editoriale ripreso dall'Herald Tribune ha definito assordante il silenzio di Bush sulle predicazioni di Graham, Robertson e Fawell, tutti definiti assai vicini al presidente.
( Roberto Saliba)
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