Da: FABIO
Categoria: Commento generico
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Data: 30 mag 2003
Ora: 00:02:38
Questo Referendum sbagliato θ il frutto di una totale incompresione delle parti sociali sul riordino del sistema lavorativo italiano. Era possibile porre la questione in modo pacato e senza pregiudiziali. Per avere risultati concreti, produttivi e duraturi, occorre che al tavolo delle trattative partecipino tutte le parti sociali che gravitano nel mondo del lavoro. Che lo scopo delle trattative non fosse l’Art 18, ma bensμ l’isolamento di un sindacato, nella fattispecie il maggior sindacato italiano, la CGIL, lo si θ capito fin dall’inizio per due motivi. Il primo motivo θ dovuto al fatto che la maggior parte degli imprenditori non avevano nessuna esigenza di affrontare il riordino o l’abolizione di tale articolo, in quanto il mercato del lavoro italiano θ il piω frammentato e articolato dell’Unione Europea, tale da rendere vano l’art stesso nella maggior parte delle assunzione “atipiche” laddove si registra la maggior flessibilitΰ possibile. Lo dico a ragion veduta essendo io un responsabile di azienda e occupandomi anche delle assunzioni. Il secondo motivo θ che le piccole imprese sono giΰ esenti dall’art 18: il tessuto produttivo aziendale italiano θ fatto in gran parte da piccole e piccolissime aziende, da ciς si evince che l’art 18, tutto sommato θ applicato solo nelle medie e grandi industrie e solo per coloro che sono stati assunti in passato con i vecchi contratti, che sono in netto calo fisiologico. Questo governo si contraddistingue dalla voglia di menar le mani verso tutti coloro che sono avversari politici con tutti i mezzi: massmediatici, legislativi. In questa lotta incredibile il veleno che viene sparso alimenta altrettanto veleno, tanto che sono riapparse le famigerate Brigate Rosse ad aggiungere benzina sul fuoco. La vergognosa campagna denigratoria che il quotidiano “Il Giornale” ha portato avanti nei confronti dell’ex segretario Nazionale della CGIL Sergio Cofferati, attraverso titoli cubitali che per tre mesi, ininterrottamente, hanno occupato la prima pagina, θ stata un’arma a doppio taglio. Il grande errorre di Berlusconi si θ rivelato proprio questo: quando il nano si scaglia contro la controparte lo fa con mezzi volgari, denigratori, squalificanti. Lo fa con il massimo del disprezzo, con tutti i mezzi a sua disposizione, con dileggio e infamia. Nulla da dire. Ognuno fa politica nel suo stile e nel modo che crede opportuno. Quello di cui il nano non tiene conto θ che il 50 per cento degli italiani sono la controparte. Metΰ degli italiani cioθ che non lo vota, che non lo sopporta, non lo regge piω, che non vede tutto quello che chi lo ha votato vede. Queste campagne diffamanti alimentano un odio verso la sua persona incommensurabile. E lui, poi, si domanda imperterrito e attonito, da dove vienne tutto questo accanimento nei suoi confronti, ignorando un detto popolare sempre valido: “Chi semina vento, raccoglie tempesta”. Tornando a bomba. Berlusconi ha fatto un regalo alla Confindustria: Il Referendum Comunista sull’art 18 che se passerΰ ( e ve ne sono tutti i presupposti) sarΰ la piω grande batosta per il mondo industriale degli ultimi 50 anni e mettrΰ a repentaglio la vita di molte piccole aziende. Berlusconi ancora gongolava sbavante di gioia sulla vittoria delle intese che hanno escluso CGIL. Ciς per lui significa l’esclusione non solo di un sindacato, la rottura dei rapporti fra sindacati, ma anche la sconfitta di un probabile pericoloso avversario. Perchι lui θ fatto cosμ. In battaglia non si fanno prigionieri. Salvo poi piangere di essere vittima e urlare alle varie congiure contro di lui, che ancora brandisce le armi insanguinate. Conscio che anche se passasse il Referendum con una vittoria del SI, si provvederΰ comunque a tamponare i danni, con una mano dalla Sinistra che peraltro θ per il NO, la batosta, se arriverΰ , forse insegnerΰ qualche cosa alla Destra Italiana che corre verso il suicidio in nome di una sola persona: avere la maggioranza non significa fare ciς che si vuole. Avere la maggioranza significa governare anche quel 45 per cento di italiani che non ti hanno votato e che comunque tu, se sei intelligente, cerchi di tutelarne i relativi diritti. E’ possibile anche ignorare quel 50 per cento, anzi sputare loro in faccia. Non pensiate che stiano a guardare. E questo Referendum ne θ la prova. Forse Confindustria, ( certo non D’Amato che θ talmente appiattito sul nano da non vedere nemmeno i numerosi imprenditori che si schiariscono la voce sempre piω rumorosamente) comincerΰ a capire che i contratti di lavoro validi e le relative riforme debbono avere la piω grande convergenza possibile, che produca stabilitΰ e fiducia nei mercati. Contrariamente si va verso una forte tensione sociale che non fa bene a nessuno. Per primo alle aziende. Voterς SI al Referendum, con le palle in mano e contrariato da questo stupido gioco di forza. Consapevole che ciς non cambierΰ nulla. Perchι gli italiani sono un popolo che da fiducia ed θ ottimista. Ci mette un po a svegliarsi. Quando si sveglia sono cazzi in genere. Piazzale Loreto, monetine e tangentopoli insegnano.
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