Da: LUCA BAGATIN
Categoria: Liberalsocialismo
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Data: 01 set 2003
Ora: 16:37:40
Un anno fa ho inviato a diverse riviste d’area socialista e non, una lettera in cui auspicavo la nascita di un polo liberalsocialista autonomo dal duopolio Cdl-Ulivo e devo dire che le cose, in un anno, si sono mosse. Innanzitutto è sorto il movimento Socialismo e Libertà di Formica e Martelli, il quale ha dato vita in numerose realtà locali a numerosi circoli liberalsocialisti; nonché sono sorti diversi movimenti Liberalsocialisti dal Nord al Sud d’Italia, che alle elezioni amministrative di quest’anno hanno ricevuto discreto consenso. Infine il Terzo Congresso del Nuovo Psi di aprile ha aperto, a mio avviso, nuove prospettive per i socialisti autonomisti nella costituzione di future liste socialiste autonome. Per quanto concerne lo Sdi, invece, devo dire che credo l’abbiamo definitivamente perduto essendo ormai diventato un’appendice dei postcomunisti. Al di là di queste considerazioni, credo dobbiamo davvero ricominciare a guardare al futuro riprendendo in mano la nostra bandiera, o meglio, il nostro Garofano e ripartire dalle sue radici: da Carlo Rosselli. Chi meglio di Rosselli infatti è riuscito nella storia italiana del Novecento ad incarnare la moderna concezione di socialdemocrazia europea? Nel suo saggio “Socialismo liberale” infatti è riuscito a riassumere il succo dell’ideale socialista: socialismo inteso come libertà dal bisogno e dalla miseria e liberalismo inteso come antidogmatismo, anticomunismo, antitotalitarismo che oggi significano insomma creare le condizioni affinché lo Stato non sia etico e clericale e quindi che non entri nella vita privata di ognuno, bensì sia laico e liberale e garantisca i diritti civili dei cittadini e si faccia garante dei loro (nostri) bisogni individuali. Non a caso Bettino Craxi quando è diventato Segretario del Psi ha “rifondato” il partito proprio ripartendo da Carlo Rosselli. Ho trovato recentemente in libreria un interessante saggio di Fabrizio Cicchitto: “Il paradosso socialista” (Edizioni Liberal), in cui Cicchitto fà un interessante excursus della storia socialista da Filippo Turati fino ai giorni nostri e di come egli dice, questa cultura vada assolutamente recuperata. La riflessione finale che egli fà, tuttavia, non mi sento di condividerla. Egli termina in sostanza dicendo che la sinistra storica, quella socialista, è morta nel 1992 ed oggi si può riconoscere solo in Forza Italia. Io la penso esattamente all’opposto invece e cioè credo che, proprio a partire dall’area liberale e socialista della Casa delle Libertà (come del resto da quella dell’Ulivo), possa rinascere un Partito Socialista Liberale e finalmente unitario. Nel segno di Carlo Rosselli.
Luca Bagatin referente dei Liberalsocialisti - Socialismo Liberale Progressista del friuli Venezia Giulia
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