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Passione e...Progetti

Da: Mauro Cherubino
Categoria: Commento generico
Nome remoto: 62.211.203.246
Data: 09 set 2003
Ora: 09:58:01

Commenti

Passione e...progetti.

Ho acquistato un libro. Un nuovo libro. Non ho ancora iniziato a leggerlo ma lo farò presto. “Per Passione” di Piero Fassino. Posso affermare che la motivazione principale per la quale questo libro ritenevo dovesse essere letto e’ che l’autore ha vissuto la politica come atto di passione. Ieri questo era un concetto ovvio, oggi non lo è più. Oggi l’impegno politico assume nuove connotazioni, nuove motivazioni. Forse invecchio, forse non comprendo, ma la politica può essere vissuta solamente per passione. Chi conosce questa malattia, perché e’ una sana malattia, può comprendere. Scopro un’ulteriore motivo che mi condurrà in questo viaggio. Un motivo importante, importante per l’interesse del libro, importante per il futuro politico del Paese. In questo diario di vita politica, leggo, Fassino riconosce la sfida lanciata a Rimini nel 1982 dal Partito Socialista, con la quale Bettino Craxi iniziò il processo di modernizzazione della sinistra, e riconosce che l’allora segretario socialista “mise a nudo il ritardo dei comunisti sulla modernità”. La curiosità si fa forte…corro sulle pagine, e leggo…”La sfida di Craxi coglie i comunisti impreparati e mette a nudo il loro ritardo nel misurarsi con la modernità. Craxi interpreta le domande di dinamicità di una società che cambia e chiede alla politica di stare al passo. Il Pci invece vede nei cambiamenti un' insidia, anziché un' opportunità, e si arrocca in un atteggiamento difensivo che ne ridurrà influenza e credibilità politica. Mi ha sempre colpito l' inspiegabile contraddizione per cui la sinistra nasce su un' intuizione di Marx - il movimento è il motore della storia - ma poi guarda spesso con timore e ostilità a tutto ciò che muove. In questa fase, massimo è l' ascendente di Craxi, che raccoglie nella società i frutti di un lavoro avviato con l' ascesa alla segreteria del Psi nel ' 76. E più lui stringe la presa, più noi soffriamo, perché il suo progetto è concorrenziale e in competizione con il nostro. Come poi si vedrà, sarebbe stato più saggio, per lui e per noi, dedicare meno energie a combatterci reciprocamente, perché quella "guerra civile" nella sinistra porterà alla distruzione di una prospettiva comune, travolgendo non solo il vinto, ma anche il vincitore. Sì, perché a ben vedere la sinistra, lungo tutto il Novecento, è stata minata da un "male oscuro": la pretesa di ciascuno dei suoi due massimi partiti di volerla da solo rappresentare tutta, scommettendo sulla sconfitta e sulla sparizione dell' altro.” Oggi all’interno dei Democratici di Sinistra, Piero Fassino, è senza dubbio un uomo autorevole, che gode della maggioranza dei consensi, e sempre più diviene architetto e primario artefice di progetti di dialogo. La seconda repubblica (ma c’e’ stata?) si prepara ad uscire di scena, lasciando il posto alla Politica. Personalmente amo le identità, e con la propria identità si può dialogare, creando alleanze e progetti. Questa passione mi fa auspicare un ritorno al proporzionale, una non rinviabile Unità Socialista, la creazione di una nuova, giovane e coraggiosa classe dirigente. Bisogna lavorare per creare le basi sulle quali costruire questo progetto…l’unico possibile. I democratici di sinistra stanno oggettivamente cambiando, ed il loro attuale segretario è uomo delle riforme e del dialogo. Ma i socialisti italiani, se non troveranno l'Unità, e non comprenderanno il messaggio, non potranno sedersi al tavolo della costruzione…quando la politica tornerà ad avere come protagonisti -finalmente- quei folli, malati di Politica, e animati anche dalla passione.

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