Da: Salvatore
Categoria: Liberalsocialismo
Nome remoto: 141.84.129.221
Data: 22 set 2003
Ora: 14:54:19
Non riesco a capire, non ci riesco proprio. In Italia, socialisti e comunisti, hanno condiviso una gran parte del cammino che ha condotto l'italia ad essere ciò che è oggi: un grande paese, con mille problemi e contraddizioni, ma un grande paese. Eppure a leggere alcuni commenti su questo sito, pare che la comune lotta al fascismo nella resistenza, le battaglie comuni a favore dei lavoratori, delle donne, dei deboli, le amministrazioni locali, spesso ottimamente, governate insieme ecc.. pare che tutto questo no ci sia mai stato, mai esistito. Qualcosa è successo. Certo la cesura consumatasi con mani pulite deve aver creato più di un rancore di una diffidenza, che spesso si trasformanoi in ua specie di furore ideologico che ha la tendenza a inquadrare tutto all’interno della logica o con me o contro di me, dove il male sta tutto e solo da una parte. ma non credete che forse è venuto il momento di lasciare che il passato si faccia finalmente storia, in nome di un ideale più alto, l'unità della sinistra socialista, riformista e liberale? Non è arrivato il momento di superare quell'anomalia tutta italiana che vede le donne e gli uomini della sinistra divisi, parte seduti tra i banchi del governo e parte tra quelli dell'opposizione? Che cosa serve per realizzare quello che per molti è un sogno? Non so, c’è qualcosa che non mi spiego, i conti non mi tornano. Certo magari pecchiamo (io e chi la pensa come me) di idealismo e perché no, di ingenuità. Forse il problema è legato agli uomini e le donne che attualmente rappesentano le diverse anime del socialismo, da quello ex PCI ai vari partiti nati dallo scioglimento del PSI. Ogni leader di quel partito ce l’ha in qualche modo con ogni altro e tutti (o quasi) ce l’hanno con gli ex PCI. Gli ex PCI diffidano per principio di certi ex PSI, soprattutto gli affetti da berlusconite e via di questo passo. Ma se provaste tutti quanti a ragionare sulle cose da fare per salvare il paese dallo sfascio economico, morale ed ideale verso il quale inesorabilmente il paese è avviato? Io scommetto che i punti in comune, sulle cose concrete, finirebbero per essere più di quelle che vi dividono. Ma le mie sono solo parole. Una specie di richiamo al buon senso… già il buon senso. Ma forse i tempi, per cose del genere, non sono maturi. Ho parlato in terza persona per comodità di linguaggio, non appartenendo a nessuna organizzazione partitica. Questo con significa che io non abbia le idee chiare su da che parte stare e sto, da socialista e liberale, dalla parte che credo al momento meglio rappresenti quegli ideali, ovvero a sinistra. Certo alcuni non saranno d’accordo e di fronte a certe facce e a certe prese di posizione, anche a me, a volte, vengono dei dubbi. Ma ritengo che quello che c’è dall’altra parte possa rappresentare tutto tranne gli alti ideali della socialdemocrazia.
[_disc3/_borders/disc3_aftr.htm]