Da: da DilloadAlice.it
Categoria: Articolo stampa
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Data: 05 gen 2005
Ora: 16:24:13
Enrico Ghezzi: “Il governo Berlusconi non è un regime”
Il creatore di Blob parla della libertà di espressione nella televisione italiana. “L’autonomia è l’ultima cosa che viene apprezzata. L’opposizione si attua nella forma del proprio vivere. La sinistra italiana? Sta sbagliando tutto”.
In questi giorni ai primi posti delle classifiche di vendita troviamo un libro di Marco Travaglio e Peter Gomez che si intitola “Regime” e si riferisce soprattutto ad alcune famose “sparizioni”dal video (Santoro, Biagi, Luttazzi) . Lei crede di vivere e lavorare all'interno di un regime?
Guardi, il regime che mi è più insopportabile è quello che mi è imposto dal fatto che non riesco a svellermi da me stesso. Vedo con i miei occhi e sono prigioniero di un soggetto, che non conosco neanche bene, ma da cui ben difficilmente si può uscire. Al di la delle vie di uscita che alcuni possono trovare, dei paradisi artificiali, constato che si rimane in modo dolcemente terribile prigionieri di se stessi.
Ma a livello di istituzioni il regime esiste o no?
Credo che dobbiamo stare attenti. Non è che la parola regime mi faccia venire l'orticaria, però è abbastanza stupida. E' una parola sprecata. Il regime prevede un tipo di tecnica, di forza, una serie di possibilità che non vedo. Dobbiamo stare molto attenti anche a non autoimporci il regime.
Cioè?
Sono tutte vittorie di Berlusconi la sua presenza ossessiva, l'esibire i suoi difetti in una maniera che stroncherebbe chiunque altro. Non voglio dire che non si debba reagire, ma non in questo modo.
Come crede che si debba comportare allora chi vuole fare opposizione a Berlusconi?
Credo che sia sbagliato reagire perennemente con un'aria di scandalo. Bisogna tenere i nervi a posto e credo che se si vuole vivere una vita non irreggimentata ci sia ancora la possibilità di non viverla. La cosa che mi fa paura risale a parecchio prima dell'avvento del governo Berlusconi.
Di che cosa si tratta?
Ma, io lo vedo nel campo della cosiddetta vita culturale, se è vita, anzi - diciamo - nel campo di quella morte lì. E' la facilità con cui si svende l'autonomia, che è ormai una parola che non ha nessun peso in nessun settore editoriale e di spettacolo in Italia. L'autonomia è l'ultima cosa che viene apprezzata, è l'ultima cosa che viene favorita.
Bisogna fare opposizione attraverso l'autonomia?
Nel momento stesso in cui si identifica un regime o uno schieramento che deve prepotentemente ed esclusivamente opporsi ad un altro ipotetico regime, si limita automaticamente l'autonomia, come se fosse pura e costante emergenza. Credo che sia tecnicamente pericoloso il mood governativo di Berlusconi e non credo si debba reagire sviluppando un contro mood più forte. Sono anarchico e credo che dobbiamo riuscire a praticare il minimo di felicità che consiste nel non essere pochissimi a non vivere secondo quei dettami.
Quindi l'opposizione è il modo in cui si vive?
Accettare di essere solo un contro volere rispetto al volere altrui è uno dei modi più tristi di vivere anche l'opposizione stessa. L'opposizione si attua nella forma del proprio vivere, in alcune scelte che si possono ancora fare.
Che cosa pensa della sinistra italiana?
Credo che stia sbagliando quasi tutto, anche se è molto cinico da dire e mi si potrebbe obiettare “beh, allora tu cosa fai?” . Io, insieme ad un piccolo gruppo di amici, anche se minoritari - e non so come facciamo a resistere - cerco di resistere e non cedere sull'autonomia che un giorno ci siamo attribuiti da soli. Credo che questo sia un modo non di fare opposizione, ma di essere diversi ed automaticamente opposti. E devo dire che nessuno tenta mai di recuperarci. E mi fa piacere.
Francesco Borgonovo
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