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i limiti degli uomini

Da: Giampaolo Mercanzin Padova
Categoria: Articolo stampa
Nome remoto: 82.50.115.208
Data: 10 gen 2006
Ora: 14:04:06

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Esempi portati dalla mitologia, dalla storia, dalla religione e dai testi "sacri", oltre che dalla biologia, ci mettono sempre di fronte ai limiti degli esseri viventi, e quel che più conta, dell'uomo. Per imponderabili motivi ogni cosa nasce, cresce, degrada e muore. Questo dalla notte dei tempi. L'uomo non sfugge a questa sorte. anche se in ogni tempo ( Ippocrate, Sinhoue, ecc.) attraverso la medicina hanno tentato di sconfiggere la morte. Gli stessi filisofi ci parlano dell'araba fenice. Ma l'uomo, come ogni altro essere vivente più sta bene e più vorrebbe star meglio, dimenticando l'antico adagio che il bene è nemico del meglio! Del resto voi lo vedete il vostro animale domestico: quando gli dai un pasto migliore e magari anche abbondante, si rifiuta di tornare indietro. Eppure di episodi che ci fanno tornare indietro la storia ne a trasmessi in sovrabbbondanza. Quasi sempre questo avviene quando ci si adagia sugli allori, convinti che "indietro non si torna!". Invece si. Il peccato di mangiare il frutto dell'albero del bene e del male, ha portato Adamo a procurarsi il pane con sudore della propria fronte e a tornare la polvere da cui era nato. La dissenatezza, degli uomini, ha portato Noè a costruire l'arca, che salvo oltre a lui e la propria famiglia, pochi animali e poche cose, dal diluvio uiniversale. I vizi smodati e molto triviali, oltre che contronatura, degli uomini, hanno portato alla distruzione di Sodoma e Gomorra. Il desiderio di diventare Dio ha portato Lucifero a sprofondare eternamente all'inferno. Il desiderio di Icaro di volare fino a toccare il sole lo ha fatto precipitare perchè il calore ha sciolto la cera. la creazione di una torre che doveva toccare il cielo, ha avuto come conseguenza che gli uomini improvvisamente non capissero più il linguaggio l'un l'altro, e che questo edifici cadesse rovinosamente mancando una comprensione comune. Ma non sono solo i riferimenti "mitoligici" che ci possono soccorrere: la storia, "maestra di vita", ci dice che imperi solidissimi e regni dove non tramontava mai il sole, rovinassero sotto la spinta di nuove idee e nuove civiltà e, quello che sembrava, definitivamente acquisito veniva cancellato, con sommi dolori e lutti di quelli che lassivamente ne avevano beneficiato. Qualcuno, conoscendomi, dirà: ma Paolo è impazzito? Ha la teresina? I conti non gli quadrano? No compagni e amici, solo che a volte è bene fermarsi e riflettrere. Perchè non siamo noi l'ultima generazione del mondo. Mille e non più, chissa quanti, mille. Con uomini come noi che avranno bisogno di risorse, ma che, tornando a racconti del Libro dei Libri, non possono vivere solo come le vacche magre. Allora moderiamoci e pensiamo che: BENE COME ADESSO, IL NOSTRO MONDO OCCIDENTALE NON E' MAI STATO, e ha molto di più di quello che gli serve. in termini di tutto, soprattutto di libertà! Non sono assolutamente convinto che tutte le libertà debbano diventare diritti, solo perché demagoghi che si fingono democratici (perdonate, non è mia ma di Aristotele), promettono tutto pur di accapparrarsi il voto dei "cucchi che ogni giorno nascono". Va be' che la madre degli stupidi è sempre incinta, ma noi siamo socialisti e dobbiamo impedire che gli imbrogli vengano perpetrati. Tutti gli imbrogli: anche quello dell'Unipol, novella Robin Hood, che "ruba ai poveri per distribuirlo ai ricchi". La miseria ha tante facce ma come diceva quell'anarchico a cui si riferisce l'esperienza libertaria e socialista italiana(Prudhon), ha anche una propria filosofia. Per spiegarmi, i diritti, promanano da quello naturale verso il quale il diritto positivo tende ad avvicinarsi. Non è pensabile che il diritto positivo ci convinca che dobbiamo allontanarci da quallo naturale. Liberi naturalmente, quelli che non ritengono di sottostare, di praticare altre esperienze, cui nessuno darà la patente di contronatura od altro. Ma tenendo fermamente il principio del diritto naturale, che difficilmente l'uomo, riuscirà a sconfiggere. pur nella sua sete di conoscenza, che come sopra ho ricordato ha sempre comportato risposte disastrose. IL SOCIALISMO E NATO COME LOTTA ALLO SFRUTTAMENTO, ALLE INGIUSTIZIE, ALLE PREVARICAZIONI DEGLI UOMINI E DEGLI STATI. Non ha mai confuso il libertinaggio con la LIBERTA' e non ha mai preteso che per essere liberi si dovesse essere proprietari di una barca a vela lunga DICIOTTO metri. Meditate progressisti più progressisti degli altri. Io resto un nostalgico socialista, TREVESIANO, COSTIANO, TURATIANO, NENNIANO, BETTINCRAXIANO, anche se qualche caporale vorrebbe insegnarmi come devo fare il generale.



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Aggiornato il: 23 dicembre 2006