Forum

[ Rispondi | Avanti | Indietro | Su ]

Sul Partito d'Azione

Da: Luca Bagatin
Categoria: Commento generico
Remote Name: 81.208.106.78
Date: 27 lug 2006
Time: 16:51:58

Commenti

Vorrei rispondere all'articolo apparso sull'Opinione il 18 luglio a firma Marco Bertoncini e dal titolo "Fenomenologia del partito d’azione un “ircocervo” sopravvalutato". Nel testo l'articolista sostanzialmente denigra la storia del Partito d'Azione sostenendo le tesi di Benedetto Croce il quale definiva il liberalsocialismo azionista un ircocervo, denunciandone così le incongruenze. Vero è che il Partito d'Azione fu un partito dalle correnti variegate. Principalmente tre: una concezione socialista a tratti influenzata dal marxismo; una liberaldemocratica influenzata dagli insegnamenti di Benedetto Croce ed una liberalsocialista che cercava di coniugare le istanze sociali con la libertà individuale. A parer mio queste tre concezioni messe assieme dimostrano come in uno stesso partito possano e potessero convivere sensibilità politiche e culturali differenti, ma unite dal comune denominatore liberal-repubblicano della democrazia partecipata. Andiamo con ordine e ripercorriamo brevemente la storia di questo grande partito democratico troppo spesso sottovalutato dalla Storia. Il Partito d'Azione è il più antico partito politico italiano. Ben più antico di quello socialista (fondato nel 1892) e di quello repubblicano (fondato nel 1895). Esso fu fondato da Giuseppe Mazzini nel 1853, quando ancora i partiti non erano organizzati come quelli attuali e raccoglieva tutti i democratici d'ispirazione repubblicana, anticlericale ed antimonarchica che si batterono in quegli anni per un'Italia libera, indipendente e sovrana. Il Partito d'Azione (ri)fondato nel 1942, in chiave antifascista, riprese i valori del mazzinianesimo e li fuse con quelli della liberaldemocrazia e del socialismo d'ispirazione democratica. Il saggio che illustra al meglio il pensiero azionista fu senza dubbio "Socialismo Liberale" di Carlo Rosselli, il quale, ispirandosi al Partito Laburista inglese fuse il concetto di libertà individuale in un quadro di giustizia sociale. Dice bene Bertoncini quando afferma che il Partito d'Azione era composto da "generali utopisti, estremisti nell’affermare il proprio primato etico". Trattavasi in prevalenza di intellettuali che volavano alto rispetto alla massa (alla ggente diremo oggi) più attratta dal totalitarismo fascista o comunista. Gli azionisti non fornivano alle masse pane o soluzioni immediate, ma concetti ben più profondi quali: Educazione (principalmente ai Doveri verso sé stessi e verso l'Umanità, prima che ai diritti), Moralità nella vita privata e pubblica (non moralismo !), Responsabilità individuale. Concetti alti che trovarono la massima espressione nell'azionista che mi piace ricordare con maggiore affetto: Luciano Bolis, il quale preferì squarciarsi la gola piuttosto che rivelare ai fascisti i nomi dei suoi compagni. Dove troveremo anni dopo uomini politici capaci di tanto ardore ? Se pensiamo all'oggi verrebbe voglia di smettere di fare politica. Se poi pensiamo al Manifesto di Ventotene scritto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, vediamo come questi lucidi sognatori anticiparono quel grande disegno non ancora intermanente compiuto: un'Europa unita, fraterna e solidale (ed eravamo nel 1941 !). Mi intristisce il Bertoncini che afferma che gli azionisti potrebbero essere paragonati a Mastella in termini di voti (testualmente: "roba da Mastella") in quanto alle elezioni per la Costituente presero l'uno e mezzo percento e solo 7 deputati. Intendiamoci: Mastella avrebbe fatto di tutto per arraffare posti alleandosi con tizio o caio. I deputati azionisti furono invece intransigenti al punto che votarono contro il clericale articolo 7 della Costituzione assieme ai socialisti (facendo pressione sugli stessi socialisti). Negli anni successivi, quando il Partito d'Azione venne sciolto, quei "generali" azionisti (mai ex o post) confluirono in altre formazioni e diedero grande prova di governo. Quegli stessi Lombardi e La Malfa che Bertoncini critica in quanto sostenitori della nazionalizzazione dell'energia elettrica fecero la più grande opera meritoria del Centro Sinistra italiano del dopoguerra portando l'energia laddove non era presente ed a prezzi calmierati. Azionisti entrarono in prevalenza nel partito Socialista, Socialdemocratico e Repubblicano e nella sinistra del Partito Liberale contribuendo a far nascere il Partito Radicale che diverrà poi il partito delle lotte civili e nonviolente, permettendo a questi partiti di democraticizzarsi e di perdere quel carattere rigido ed ideologico (pensiamo ad un partito socialista ancora legato all'ideologia marxista a ad un partito liberale conservatore e filoconfindustriale). Non mi stupisce che Benedetto Croce (il filosofo che affermò che gli italiani "non possono non dirsi cristiani"...un teocon d'antan) denigrasse tanto il liberalsocialismo azionista. Egli era e rimaneva fondamentalmente un liberale filo monarchico che fra l'altro diede anche il suo appoggio al regime fascista. Decisamente lontano dal repubblicanesimo intransigente azionista. Oggi il Partito d'Azione non è morto come qualcuno poco informato crede. Esso (ri)vive dal 1998, quando l'architetto Bruno Zevi, assieme ad Aldo Garosci, lo stesso Luciano Bolis sopra citato, il prof. Nicola Terracciano (attuale Segretario nazionale) ed altri lo rifondarono a Roma. Siamo pochi, ma non siamo né dei nostalgici né dei reduci (prova ne è che molti di noi hanno un'età inferiore ai 30 anni). Cerchiamo di radicarci con calma a partire dalle varie situazioni locali e siamo talmente lontani dalla mera politica politicata che abbiamo deciso di collocarci al di fuori e al di là dei due schieramenti. Rimaniamo tuttavia collocati a Sinistra come la nostra storia e tradizione vuole e da questa posizione Indipendente ambiamo a costituire un nucleo Socialista Liberaldemocratico che, con pazienza e dedizione, miri a discutere concretamente sui reali problemi amministrativi e della nostro Belpaese.

Luca Bagatin Segretario del Partito d'Azione Liberalsocialista del Friuli Venezia Giulia



Copyright©1997-2006  Kore Multimedia

 
Aggiornato il: 23 dicembre 2006