OTELLO

SONO

IO

di Totò

   
 


Otello io sono e prego a non confondermi col grand’Hotel o un altro più scadente. Io sono Otello - il moro di Venezia, Venezia non la so - ma me ne frego.

Questo non v’interessa basta assistere al punto culminante e inaspettato: qui segnerò la fine di Desdemona e voi direte se mor’ammazzato...se; se; se sette. Tutta.

Ma che tutta e tutta...io volevo dire si e non sei....moro ha, voce del verbo avere...io ho tu hai egli ha...participio presente del passato remoto...moro ha ammazzato e non mor’ammazzato come dicono i Romani di Roma.

Tutte le feste al tempio mentre pregavo anch’io bella e fatale una giovane s’offerse allo sguardo mio...Domandai chi fosse quel pezzo di biondona...Desdemona... mi risposero... La figlia del Doce...Quale, quello...no...questo il Doce di Venezia...Pardon... e subito capii che io le piacevo... lei pure mi piaceva tra di noi c’era una vera piacenza...ci sposammo... sulla luna di miele... non mi soffermo... sorvolo... Mia moglie come tutte le Signore che si rispettano ogni anno andava al mare... e la sua spiaggia preferita era quella del Lido di Venezia... Fu appunto una sera di Sabato che io giunsi al Lido con il motoscafo dei mariti.... Ignaro e giulivo m’incamminai per la spiaggia deserta chiamando ad alta voce mia moglie...Desdemona... ma solo la eco mi rispondeva... Desde...monaaaaaaaa Desde...monaaaaaa.

Tutto ad un tratto mi venne incontro Jago, il mio fidente Jago - anzi quel fidentone di Jago che col suo più amabile dei sorrisi mi fa oooooo caro Commendatore come va? Bene grazie risposi, ci sono novità?... ho trovato questo... Un fazzoletto, come vedono Signori abbiamo un fazzoletto...questo fazzoletto che io pagai la misera somma di cinque franchi lo comprai per regalarlo a mia moglie in occasione del suo onomastico. Desdemona ... Desdemona... Guarda Otelluccio tuo cosa ti ho portato per regalo?... La tengo ancora davanti agli occhi....poi con mossa fulminea tiro fuori il suo e midesse Otello io credevo che il mio fazzoletto fosse bianco ma da quando ho visto il tuo lavato con l’omo la cosa cambia... Giurami o Desdemona che non lo darai mai a nessuno... che non farai mai soffiare il naso a chicche... e sia... La spergiura lo giurò.

Dimmi, o mio fetendissimo Jago come mai questo fazzoletto è in tuo possesso?

L’ho trovato sotto la sedia dei terzi posti di un cinematografo di quart’ordine, dalle mani di Desdemona passò in quelle di Cassio e Cassio lo smarrì. Ahi Ahi, dura terra perchè non ti apristi?... la cosa era pavese...Cassio aveva fatto la combinazione fisica con mia moglie... sta bene...farmela a me, a me che sono stato il vincitore della battaglia di Cipria... Ciprio... a me che prima di essere il condottiero di tutte le armate Venete ho fatto tre anni di militare a Cuneo... E bravo Cassio... L’offesa dell’onore si lava col sangue... se il tuo riso è stato un risotto alla milanese io ti mostrerò che ho del fegato alla veneziana... ebbene sì, con questa spada che in cento e più bottiglie ha ben pugnato sarà colei che farà la mia vendetta...

Cassio guardami negli occhi.... da questo momento questa spada penderà sul tuo capo come la spada di Soloche... Feroce sarà la vendetta... pria di domani il capo ti mozzerò... e lo esporrò sul davanzale del mio verone di modo che i Veneziani passando diranno guarda lassù... la testa di Cassio sul balcone di Otello.

Per mia moglie invece mi accontenterò di chiedere la separazione locale... ma quando ci ripenso, la colpa è tutta mia... Gli amici me lo dicevano quando m’innamorai di questa maledetta bionda... Tu pa’ bionda si’ troppo onesto!

("scritto inedito" apparso nel cofanetto TOTO vol.2, ed. Il Grifo)


 

 

Si ringrazia Liliana De Curtis per la collaborazione.

 

 
   
 

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