Nuovo Caffè LetterarioJames Hillman

[Psiche e Polis]

Una presentazione





ames Hilllman, psicanalista americano (Atlantic City 1926) ha iniziato una revisione del pensiero psicologico partendo dalla tesi che tutti gli attuali approcci psicoterapici non tengono conto dell'aspetto sociale del disagio psichico, preferendo rivolgersi quasi esclusivamente al mondo interno del paziente e, quindi, secondo Hillman, da un lato, fallendo nell'intento di promuovere il senso critico e la creatività e, dall'altro lato, riuscendo soltanto a omologare il paziente ai valori conformistici della società.

Hillman invoca costantemente in tutta la sua opera il ritorno agli Dei, come forze dell'"immaginale", potenze archetipiche che hanno potere sulla psiche, di fronte alle quali l'uomo si "ammala", si "aliena dal mondo" se non si emancipa da una visone monoteista, se non si lascia condurre verso l'universo plurale delle forme della mitologia greca. 


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Intervista a J. Hillman
di Silvia Ronchey

Politica della Bellezza,
Ri-scrivendo James Hillman

In lode di Babele
Contributo  tratto dalla conferenza che il professor Hillman ha tenuto a Siena il 17 novembre 1999

ello psichiatra elvetico Jung, Hillman mantiene il grande valore attribuito alla nozione di "anima": la vera grande assente dal dibattito psicologico-culturale dell'Occidente, costretta tra le idee di spirito e corpo. Il concetto di anima ci viene proposto in chiave di "psicologia della liberazione", che lo affranca dal soggettivismo, restituendolo al mondo dal quale è stato bandito dai tempo di Cartesio, <<se non prima e in misura ancora più devastante dalla divisione cosmologica cristiana che assegnò a Cesare il mondo e a Cristo l'anima.>>(*)

Ma in parte rielabora alcune acquisizioni junghiane per svilupparle in direzioni spesso opposte e cosi in verità ci troviamo a pieno titolo nel bel mezzo dell'ambizioso progetto di tracciare una vera e propria "mappa mitologica" della nostra anima "greca e politeista", un progetto che addita all'Occidente un sentiero "non più interrotto", percorrendo il quale sia possibile uscire fuori dalle secche nichilistiche in cui i vari letteralismi del pensiero metafisico classico l' hanno alla fine costretto (compie insomma l'esatto capovolgimento della tesi espressa da Heidegger in Essere e tempo).


(*)J.H., L'anima del mondo e il pensiero del cuore,1993, Garzanti editore (pag.8)

n (re)visione dell'analisi quella svolta da James Hillman che conduce ad altrettante revisioni dei linguaggi utilizzati tanto nella patologia psichiatrica come in quelli dell'estetica, con risvolti chiari ed evidenti in quelli che sono le attività umane del "fare anima" e del "fare politica". Infatti non è difficile scorgere nell'attività rappresentativa costituita dalla sua opera la connessione con le attività di legittimazione di chi lotta contro l'economicismo postmoderno, la devastazione ambientale, il gigantismo e la bruttezza della città, l'"ottundimento psichico" del conformismo e l'"anestesia" provocata dalla cultura scientista e tecnologista.

Proporremo quindi una serie di abstract dei suoi libri nell'ottica di suggerire una risposta al problema posto da Camus: la necessità cioè di riaprire la guerra di Troia, per tornare ad impossessarci di Elena, la bellezza. Liberare - come dice Hillman - Afrodite dal suo ambito uranico, trascendente e celestiale per tornare a renderla immanente e manifesta (nuda "anima mundis").

 

(Luca Guglielminetti)

 

 

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