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Perché ?


     ai come oggi ci è sembrato che la cultura italiana di sinistra sia stata più sciocca e conformista, forse più che al servizio del poteri economici finanziari neoliberali, semplicemente incapace completamente di produrre idee in sintonia coi tempi. La sua perdita di identità e di valori nasce da un carattere ormai coatto di rinuncia: quasi si trovasse sotto 'vuoto spinto'. La sinistra oggi dominante ha rinunciato a tutto: alla laicità, al garantismo, a costruire un progetto di società. Si dice che sia morta. 
Diciamo allora: viva la sinistra!

Così come ricomincia la lunga marcia di un Nuovo Partito Socialista, noi vogliamo ricominciare a produrre idee, storie, forme e progetti. Se i partiti, o quel che resta di loro, non sono più capaci di organizzare il discorso pubblico degli italiani (e in Italia, ormai è chiaro, non ne sono più capaci), è giunto il momento in cui inevitabilmente chi ha la nostra tradizione politica deve iniziare ad esprimersi attraverso nuovi spazi di organizzazione della cultura e dell'opinione.

Il Nuovo Caffè Letterario vuol essere questo. Uno spazio aperto al contributo di chiunque senta e l'urgenza di uscire da quel 'vuoto spinto' e la necessità di inquadrare in un contesto culturale  appropriato - cioè là dove si declinano libertà individuali e diritti sociali - l'operato e le scelte politiche del Nuovo PSI.


  n ambito più ampio, possiamo dire che la sinistra in Occidente ha avuto successo nel migliorare le condizioni generali di vita,  ma non ha avuto successo nel proporre il suo progetto di società. Oggi si tratta di ridisegnare quel progetto evitando di ripetere quell'atteggiamento di rifiuto verso quanto c'era e c'è di positivo in culture alternative: l'approccio intuitivo, magri irrazionale ma rispondente al bisogno di "mistero e sacro" che le chiese istituzionalizzate trasformano in una teologia della rassegnazione, il promuovere istanze egualitarie con un processo di crescita personale che non attende il suo sviluppo da condizioni esterne. 

La democrazia vincente ha sconfitto con le armi il totalitarismo di destra, ha sconfitto con la competizione economica l'autoritarismo di sinistra: è vincente, però registra un continuo declino di partecipazione. Il rischio oggi è quello di una sostanziale dittatura delle oligarchie. Oligarchie cui interessa poco se governa un centro-sinistra o un centro-destra. Il loro potere nasce, e rischia di diventare incontrollabile a causa dal sempre maggiore deficit rappresentativo che esprime la politica. Ma una politica senza idee e cultura non potrà mai contrastare questo contrazione di democrazia, che poi sarà di libertà, di trasparenza, di giustizia e di pari opportunità.

Se questa Italia, questa Europa o questa Globalizzazione, non ci piacciono così come sono, lo sforzo sarà quello di ricomporre un quadro che configuri una interpretazione diversa della realtà nella quale viviamo e che abbia la forza di dare un corso alternativo al fiume di idee oggi egemoni.
 


(la redazione del Caffè)


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